Angelo Guadagno rientra nella stanza dei bottoni, a capo della città.
Il sindaco Guadagno (foto) dalla stanza dei bottoni non era mai uscito nonostante il protocollo n. 17486 con il quale, la mattina del 16 ottobre 2014, aveva formalizzato le sue dimissioni, dimostrando che esse volevano essere solo uno spauracchio per i “suoi” consiglieri.
Infatti, con il protocollo n. 18728, la mattina del 3 novembre 2014, le ha ritirate. Sono stati 17 giorni di “passione, sofferenza e riflessione” per il Borgomastro Guadagno e per le vacillanti sorti del comune di Volla. Durante queste due settimane e mezza ci sono stati avvenimenti molto significativi per le sorti dell’amministrazione. Innanzi tutto, il 22 ottobre si sono registrate le dimissioni del capogruppo della lista civica del borgomastro, “Verso il Futuro”, Ivan Aprea, che è stato quasi “costretto” a lasciare la sua carica perché “la macchina del fango mi ha investito”.
All’“infangato” Aprea è subentrato il “sanguigno” Raciti che già dalle prime battute sta dimostrando di essere una “brutta gatta da pelare” per Guadagno e per gli alleati, indipendenti e del PD. Poi, il 28 ottobre c’è stata l’approvazione del bilancio di previsione 2014, “impapucchiato in circa due ore” dalla consigliera Buonocore e passato al vaglio di una sempre più risicata maggioranza composta per l’occasione di soli nove voti favorevoli, con lo scetticismo dei revisori dei conti. Guadagno nell’ultimo consiglio comunale aveva promesso l’azzeramento della Giunta Comunale, e così è stato. Infatti, un altro avvenimento “significativo”, è stato quello delle dimissioni in blocco degli assessori.
Per fortuna questa “diserzione” è durata (durerà) solo pochi giorni, in modo da non provocare grossi danni alla casa comunale, che improvvisamente si è venuta a trovare (e si troverà) senza i timonieri politici. Pertanto, in questi giorni particolari dell’anno, dedicati ai defunti, si sono svolti e si stanno svolgendo le consultazioni, con le varie forze, anche “politiche”, di quello che resta della coalizione. In questo ambito le indiscrezioni aleggiano come fantasmi sulla casa comunale.
Dei quattro assessori dimissionari presenti nell’ultimo consiglio comunale, pare che solo uno (Romano, ndr) non ritornerà al suo posto.
Gli altri tre, con tutta probabilità, saranno riconfermati, con una “obbligatoria e necessaria” redistribuzione delle deleghe, fatta eccezione per alcune di esse, che sono state “curate diligentemente” nei due anni e mezzo appena trascorsi.
Per quanto riguarda le news-entry, i pronostici sono i più svariati, con i bookmaker inglesi sbizzarriti. L’assegnazione della poltrona che scotta, quella liberata dal dott. Romano, sta provocando uno scontro fratricida tra le anime del PD, tra “capi storici” e “nuovi leader”.
L’imbarazzo della scelta vede i primi favorevoli ad un tecnico “figlio d’arte” di area, i secondi sposare la causa del ritorno di un “tecnico-politico” che ha già offerto i suoi servigi al comune, nello stesso settore, ma in un’altra epoca. Infine, per l’Assessorato alle Politiche Sociali e al Personale sono state confermate quote basse, quindi alte probabilità, per la nomina di Maria Rosaria Buonocore, che passerebbe dalla poltrona di Consigliere Comunale a quella di Assessore (dove peraltro si è già seduta in passato, quando a guidare il comune di Volla vi era Mastrogiacomo, con Guadagno che sedeva sullo scranno più alto di Presidente del Consiglio), dimostrando, ancora una volta che gli “impapucchiamienti” sono la base fondamentale della politica, almeno di quella “tradizionale”.
Se così sarà, a sostituirla in consiglio comunale siederà un altro surrogato, il primo dei non eletti nella lista del Partito Democratico, Gennaro Iannuzzi. Il Borgomastro Guadagno, dopo essere salito di nuovo in sella (in realtà non era mai sceso), deve ricostruire la squadra di governo, piazzando al loro posto i vari “nuovi assessori”, e dare un sussulto alla città con una direzione politico-amministrativa che riprenda il cammino tracciato dal programma elettorale con il quale ha vinto le elezioni.
Ovviamente, tutto questo con il plauso, e non solo, dei Consiglieri Comunali, eletti e surrogati, o meglio di quella parte rimasta a lui “fedele”, che negli ultimi tempi è andata, via via, diminuendo, così come dimostrato nell’ultimo consiglio comunale, nel quale la vittoria fu raggiunta solo per il rotto della cuffia.

