Nella Basilica di Santa Maria della Sanità è stata inaugurato l”8 dicembre scorso il restaurato dell”affresco di una Madonna con Bambino tra due santi vescovi
Napoli è una città in cui la storia ha lasciato tracce e opere a volte magnifiche, a volte nascoste, in cui scoprire nuovi splendori è un’emozione che può capitare ovunque, inaspettatamente. Il risultato è una città stratificata, in cui il barocco è dato dalla convivenza di stili ed opere di diverse epoche, che si incastrano, si incontrano, comunicano tra loro in modi unici e sorprendenti. Di tanto in tanto si riscoprono passati nuovi, ci si riappropria di un patrimonio artistico e civile.
È il caso di questa madonna bizantina, appena restaurata. L’affresco, databile alla seconda metà del IX secolo, presenta evidenti influssi bizantini propri dell’età del vescovo Atanasio (849-872). Si trova nella cripta paleocristiana delle Catacombe di San Gaudioso.
Il dipinto, scoperto nel 1991 da Padre Giuseppe Rassello, ex parroco della Basilica, è una conferma della radicata tradizione cultuale mariana a Napoli tra tarda antichità e alto medioevo. L’intervento di restauro al Rione Sanità fa parte della campagna «Teniamo in vita il passato», presentata il 13 aprile scorso con il recupero di alcuni affreschi nelle catacombe di San Gennaro. Un’iniziativa che nasce dalla convinzione che solo la bellezza e la cultura possano ritornare a fare grande la città ed è rivolta a tutte quelle persone disposte a mettere in gioco le proprie risorse al servizio del bene comune.
Un esempio di moderno mecenatismo sempre più importante per poter conservare, restaurare e valorizzare un patrimonio la cui vastità richiede una cura altrimenti impossibile da sostenere. I primi a rispondere al progetto di restauro sono stati l’ex Procuratore della Repubblica Vincenzo Galgano, il Gruppo Giovani Industriali di Napoli, il Gruppo Giovani ACEN, l’UGDC e l’Associazione Art Raising.
Il restauro della Madonna Bizantina, in particolare, è stato possibile grazie al sostegno dagli imprenditori Di Fiore Fotografi s.a.s., che hanno deciso di sostenere la campagna di restauro dopo aver percorso l’itinerario turistico del Miglio Sacro, che attraversa il Rione Sanità dalla collina di Capodimonte sino alla Porta San Gennaro, passando per le Basiliche, le Catacombe e i Palazzi settecenteschi.
(Fonte foto: Ufficio stampa)





