Mostra di tavole a fumetti e illustrazioni, sketch live per cinque fortunati vincitori dell’estrazione, dibattito/incontro con l’artista: l’impegno dell’Associazione Lettori Torresi che ha dato la possibilità sabato sera di far conoscere il disegnatore.
Genuina passione per il suo lavoro, umiltà ed invidiabili esperienze professionali: sono queste le caratteristiche vincenti di Pasquale Qualano, disegnatore e scultore originario di Torre del Greco diventato famoso con la realizzazione di due albi della serie di She-Hulk per la Marvel.
Nel 2010 inizia la collaborazione come cover artist e pin-up artist con la Moonstone e poi la Zenescope Enterteinment; per GG Studio disegna The One, pubblicato anche in U.S.A., collaborando come copertinista per alcuni editori americani mentre da circa due anni collabora con l’Aspen Comics. E proprio sui lavori di Qualano l’Associazione Lettori Torresi che si occupa di divulgazione di fumetto e letteratura, ha organizzato una mostra di tavole a fumetti e illustrazioni che ha ottenuto un buon successo di pubblico. L’evento si è svolto sabato sera, al Circolo Professionisti.
In un’atmosfera rilassante e gradevole, coloro che hanno partecipato alla mostra hanno potuto ammirare la peculiarità delle illustrazioni dell’artista, tra le quali molti originali messe a disposizione dal collezionista Pietro Balzano. Qualano non passa di certo inosservato per i suoi personaggi femminili: si tratta di donne dalle curve generose, sinuose, con la schiena prorompente. «Non sapevo di essere un bravo disegnatore di donne, me l’ha detto l’editore quando gli mostrai i miei disegni. Nel portfolio personale c’era una sola donna e lui mi disse che il mio futuro sarebbe stato proprio quello di disegnare soggetti femminili. E così è stato», ha dichiarato l’artista ai nostri taccuini.
A presentare il disegnatore al pubblico è stato il presidente di ALT, Salvatore Cervasio che ha affermato testuale: «Pasquale Qualano non ha dimenticato le sue origini e cerca sempre nei suoi disegni di ripercorrere le strade della nostra città ed inoltre ha seguito quasi i primi passi della nostra associazione, di cui ne è grande amico. Per me era d’obbligo e scontato portarlo qui con una mostra molto bella e corposa come numero di opere esposte, grazie anche al contributo del collezionista campano Pietro Balzano».
Nel corso del dibattito è stato presentato anche un Art Book distribuito gratuitamente a tutti i presenti: «E’ il primo libro di Alt edizioni: la nostra associazione vorrebbe nel futuro aprirsi al mondo dell’editoria e ci fa piacere iniziare con un progetto del genere che è dedicato a 360 gradi ad alcune delle opere esposte in sala questa sera», ha spiegato Cervasio che ha coinvolto il pubblico per conoscere da vicino l’artista. E così è emerso che Qualano sta iniziando a disegnare in digitale: «Premetto che il rapporto con il cartaceo è sempre più bello ma il digitale velocizza molto il lavoro, ti dà più soddisfazioni perché si può intervenire dal punto di vista dello zoom, delle inquadrature, ruotare la tavola a proprio piacimento, insomma, fare tutte quelle cose che con il cartaceo non è possibile attuare», ha affermato il disegnatore spiegando anche che si ispira a tanti modelli tra i quali Adams Hughes, Silvestri, Stuart Immonen e che in Italia disegnerebbe per Sergio Bonelli editore.
Prima di procedere con la lotteria grazie alla quale cinque fortunati vincitori hanno avuto la possibilità di ricevere uno sketch live di Pasquale Qualano, le ultime battute hanno riguardato una temuta ed eventuale crisi del fumetto italiano. A scacciare via scenari negativi è lo stesso Qualano il quale ha dichiarato che «il genere fumetto va più che bene, dal momento che Tex in Italia vende più di Spider man anche in America», mentre Cervasio ha aggiunto che «il fumetto sta avendo visibilità maggiore grazie anche ad Internet» e messo in evidenza una criticità dello stesso: «Bisognerebbe far avvicinare i giovani lettori ai fumetti ma risposte da questo punto di vista non mi pare se ne stiano dando perchè si stanno ponendo in essere mosse commerciali che fanno lievitare di parecchio il loro costo. Il tutto a svantaggio delle famiglie che non possono permettersi di spendere tanto per i fumetti».

