Ieri, mentre le mamme coraggio e i comitati manifestavano, è stato respinto il progetto dell’Atr per lo smaltimento di mezzo milione di tonnellate di scorie chimiche. I titolari della società sono stati condannati per traffico di rifiuti.
470mila tonnellate all’anno di scorie chimiche, liquide e solide, da smaltire in un impianto ubicato nell’area industriale di Acerra. Contro questo progetto il vescovo della diocesi locale, monsignor Antonio Di Donna, aveva spedito una lettera alla Regione Campania. E la Regione, ieri, al termine dei lavori della Conferenza dei servizi, ha deciso di bloccare il piano presentato dall’Atr, società i cui titolari, l’anno scorso, sono stati condannati in primo grado, dal tribunale di Napoli, per traffico di rifiuti tossici.
Dunque, la Regione ha negato all’Atr il rilascio dell’autorizzazione integrata ambientale, praticamente il sostanziale via libera richiesto dal gruppo imprenditoriale acerrano per la realizzazione di una grande struttura in grado di accogliere 1300 tonnellate al giorno di rifiuti pericolosi e di liquami provenienti dalle fabbriche italiane ed estere ( tra i codici delle scorie da smaltire figurano anche le ceneri prodotte dai forni industriali ). Ieri sotto la torre del consiglio regionale, al centro direzionale di Napoli, dov’era in corso la riunione della Conferenza dei servizi, gli ambientalisti di Acerra hanno piazzato un presidio.
Attimi di tensione si sono registrati quando uno dei titolari dell’Atr ha incrociato il gruppo di manifestanti colorato dai cartelli e dalle magliette delle ” Mamme Coraggio “, un comitato sorto spontaneamente nell’area a nord est dell’hinterland napoletano sulla scia emotiva scaturita dall’ondata di lutti provocati dal cancro. ” Vergogna “, hanno urlato ripetutamente le mamme e gli altri ambientalisti all’indirizzo dell’imprenditore dello smaltimento. Comunque non ci sono stati incidenti. La manifestazione è stata complessivamente molto pacifica ed è stata controllata per tutto il tempo da un gigantesco spiegamento di carabinieri. Nel frattempo il sindaco di Acerra, Raffaele Lettieri, esprime soddisfazione per quanto deciso dalla Conferenza dei servizi presieduta dai funzionari dell’ufficio Ambiente della Regione Campania.
Sindaco che quando ieri si è recato alla riunione ha consegnato alla Conferenza una lettera del vescovo di Acerra, monsignor Di Donna, scritta ” per la difesa del Creato ” e contro il via libera al maxiprogetto chimico. C’è un motivo formale che ha indotto la Regione a non concedere all’Atr l’autorizzazione integrata: la necessità di valutare l’effettivo impatto ambientale di un impianto di smaltimento di rifiuti pericolosi da realizzare accanto alla Montefibre, all’inceneritore, a una centrale elettrica alimentata a di olio di palma, la Fri.el, e a un enorme sito di stoccaggio provvisorio delle ecoballe accumulate durante le varie emergenze del recente passato. “Ma il motivo di fondo – aggiungono gli ambientalisti – è che un eventuale via libera avrebbe scatenato un’indignazione popolare dagli effetti imprevedibili”.

