A Via Mattiuli questa mattina verrà eseguito, in seguito ad un ordine della Polizia, lo sgombero di una casa abusiva. Meno di 24 ore di tempo, prima che le ruspe demoliscano il manufatto. Tanta la disperazione.
Via Mattiuli un tempo era una stretta strada provinciale che attraversava la parte alta di San Giuseppe Vesuviano, collegando l’abitato di Ottaviano con quello di Terzigno. Negli anni 70 il però, Comune costruì lo stadio comunale e diede il via alla speculazione edilizia che ha saccheggiato tutto il territorio. In pochi anni le secolari mura in pietra lavica, che facevano da perimetro alle storiche masserie, furono abbattuti per far posto a scheletri di cemento armato solo parzialmente completati.
In uno di questi edifici abitava la famiglia Di Palma, padre madre e un figlio maggiorenne, che un giovedì qualsiasi si è vista bussare alla porta da un vice questore accompagnato da oltre trenta poliziotti in assetto da guerra con mezzi blindati, scortati dalla Polizia Locale di San Giuseppe Vesuviano e da un autoambulanza. Il Comune ha mobilitato anche l’Ufficio Tecnico e l’Ufficio Affari Sociali. Tutto questo spiegamento di forze per notificare l’ordine di abbattimento immediato della Procura della Repubblica di Nola.
Questa storia nasce nel 1997 quando la famiglia Di Palma, come la totalità delle famiglie sangiuseppesi decide di dare un senso alla propria esistenza costruendosi una casa. Purtroppo da decenni nel comune Vesuviano non si costruisce secondo le regole, anzi, la regola è l’abusivismo, la politica da quasi trent’anni ha abdicato il potere di controllare il territorio ed ognuno fa come crede, ci sono già stati due condoni edilizi ma il fenomeno non accenna a fermarsi, anzi decolla ad ogni accenno di sanatoria. L’edificio viene costruito fra mille sacrifici e una parte non sarà mai completata, segno che non si tratta di una speculazione edilizia ma di un reale caso di necessità.
Nel corso degli anni la situazione economica familiare non migliora e non è possibile sostenere lo sforzo periodico dei tanti ricorsi che il sistema legale richiede per mantenere la causa in alto mare e puntare sulla prescrizione del reato di abusivismo edilizio, una situazione comune a tutti i fabbricati costruiti senza regolare licenza edilizia.
Si arriva al dicembre 2014, la lenta ma inesorabile marcia della giustizia giunge al capolinea ed emette la sentenza: ordine di abbattimento immediato con la forza pubblica. La Polizia di Stato deve eseguire, sui loro volti non si legge soddisfazione ma sono dei professionisti ed hanno ricevuto un ordine che non ammette deroghe. Il Comune dal canto suo mette a disposizioni gli operai dell’Ufficio Tecnico per smontare il mobilio e tutto ciò che può essere asportato, allo sfratto partecipa anche il figlio maggiore della coppia sostenuto dai suoi datori di lavoro che mettono a disposizione il furgone aziendale. Il tutto si svolge con la massima calma, nessuno protesta, soltanto una grande dignità da parte di questa famiglia che diventa il capro espiatorio di un sistema marcio fino alle fondamenta. Le forze dell’ordine chiudono la strada mandano in tilt l’intero sistema viario a monte di San Giuseppe Vesuviano.
Oggi 12 dicembre 2014 i buldozer faranno giustizia, una giustizia attesa per quasi diciassette anni. Una giustizia che non ha cominciato dai grossi condomini abusivi o dalle megastrutture del boom economico oramai svuotate dalla crisi economica, oppure dalle ville hollywoodiane con piscina olimpionica. Quelli hanno fior di avvocati e interi studi professionali pronti a riempire milioni di fogli di carta con le argomentazioni più varie, pur di rallentare ed ingolfare la macchina giudiziaria. No, la giustizia della Procura della Repubblica di Nola ha iniziato da due stanze, cucina, bagno e un garage ancora grezzo di proprietà di un disoccupato, con moglie casalinga ed un figlio quasi trentenne pronto per partire in cerca di lavoro al nord.
E’ vero la giustizia è cieca e tutti i cittadini sono uguali di fronte alla Legge, solo che questo slogan presente in tutte le aule di tribunale, contrasta totalmente con il panorama che si può osservare facendo un giro con lo sguardo a 360 gradi intorno a questo piccolo edificio di Via Mattiuli. Possiamo vedere fabbriche, centri commerciali, edifici residenziali e ville patronali tutti costruiti con le stesso metodo: abusivi.
Fra due settimane sarà Natale, e per una famiglia di gente semplice sarà un giorno triste, forse anche la più ottusa burocrazia poteva fare due conti e prorogare questo atto dovuto di un mese, certamente non avrebbe cambiato le cose ma avrebbe regalato un momento di pace ad una famiglia colpevole solo di aver preteso il rispetto di un diritto sancito dalla Costituzione. Il diritto alla casa.

