Il presidente della quarta sezione della Corte d’Appello, Eugenio Giacobini, vuole pronunciare la sentenza prima della fine del mese.
L’udienza di stamane davanti alla quarta sezione della Corte d’Appello di Napoli ha confermato la volontà della magistratura giudicante di chiudere in tempi brevi il processo Carosello Ultimo Atto, l’inchiesta sul traffico di rifiuti tossici provenienti dal nord e quindi smaltiti tra Acerra, Bacoli e Qualiano, vale a dire nell’area nordorientale e in quella occidentale dell’hinterland napoletano.
Oggi infatti il presidente Eugenio Giacobini ha dichiarato in pubblico, durante il dibattimento, l’intenzione di far effettuare ancora due udienze, cioè la prossima del 21 ottobre e quella, quasi immediatamente successiva, del 23 ottobre. ” Dopodichè si andrà a sentenza “, ha detto il magistrato alle parti. Dunque, siamo alle battute finali del più importante procedimento giudiziario relativo all’ecomafia in terra napoletana.
Un traffico di rifiuti scoperto attraverso l’analisi di un “Carosello” ossia di un giro di bolla dei codici degli scarti da smaltire, documenti risultati falsi agli investigatori. Un gigantesco flusso di scorie di cui, in base alla sentenza di condanna di primo grado, si sono resi responsabili tre fratelli di Acerra e alcuni esponenti locali delle forze dell’ordine. Per vari tecnici comunali, funzionari pubblici e professionisti del settore privato è invece subentrata la prescrizione già nella fase del primo grado, conclusasi con la condanna pene comprese tra i quattro e i sei anni di sei persone, tra le quali figura anche il cognato di un boss della provincia di Caserta.

