Armato di ascia e minacciandole di morte, ha estorto denaro a madre e sorella. Il 34enne è finito in arresto grazie all’ intervento dei militari. Task force dei carabinieri anche a Casoria, questa volta in prevenzione di gravi reati ambientali.
Blitz dei carabinieri della stazione locale di Marigliano, che hanno arrestato un 34enne di via Vittorio Veneto, perchè resosi responsabile dei reati di estorsione aggravata, lesioni personali e porto abusivo di arma.
I militari hanno infatti sorpreso il 34enne che, armato di ascia e con minacce di morte, ha costretto la madre e la sorella, di 63 e 36 anni, a consegnare denaro.
La madre e’ ricoverata all’ospedale Santa Maria della Pietà di Nola con contusioni guaribili in 10 giorni.
E Marigliano è stata inoltre teatro di un’operazione congiunta di carabinieri ed ispettorato del lavoro, che hanno effettuato controlli in una ditta di prodotti ortofrutticoli, riscontrando la presenza di un lavoratore “a nero”. Ai datori di lavoro è stata contestata la prevista sanzione amministrativa di 4.465 euro.
Task force dei militari dell’Arma anche a Casoria, questa volta contro la cattiva gestione dei rifiuti urbani.
I militari della stazione locale, insieme al corpo forestale dello stato in servizio alla sezione di pg della procura di Napoli nord e in collaborazione con personale dell’asl na2 nord, hanno effettuato controlli finalizzati alla prevenzione di reati ai danni dell’ambiente.
Nel corso dei servizi e’ stata sottoposta a sequestro preventivo un’area di circa 1.100 mq. adibita a centro di raccolta di rifiuti solidi urbani in modo differenziato, servizio gestito dalla società “Casoria Ambiente s.p.a.” per conto del comune di Casoria.
E’ stata infatti accertata la presenza di percolato nella zona adibita al lavaggio degli automezzi usati per la raccolta dei rifiuti e l’occlusione delle griglie per la raccolta delle acque di scarico della citata zona.
Trovati anche 19 cassoni contenenti rifiuti eterogenei miscelati tra di loro (quindi non differenziati) e scoperta una grossa vasca contenente acqua piovana, percolato e acque nere.
E’ stato dunque richiesto l’intervento dell’Arpac per l’esame delle acque nel vascone.

