Lo sversatoio pericoloso è della Italambiente, società che opera ad Acerra, nel settore dello smaltimento dei rifiuti. Gli ambientalisti: “Controllare i riempimenti effettuati dall’azienda nelle sorgenti del Riullo”.
Una discarica abusiva di amianto, migliaia di metri quadrati di scarti dell’edilizia mescolati all’asbesto killer in uno spazio ubicato accanto a un campo di loti. L’area, gestita dalla società Italambiente, è stata sequestrata dalla sezione aerea della Guardia di Finanza di Napoli.
L’altro ieri pomeriggio gli elicotteri delle Fiamme Gialle hanno sorvolato la zona industriale di Acerra, in località Pantano, fino a poco tempo fa rigogliosa fetta di campagna dell’hinterland a nord est di Napoli ma ora trasformata in una sorta di gigantesco polo del trattamento dei rifiuti. Qui, lungo un filare di pioppi e un campo zeppo di alberi di loto si espande una grande discarica a cielo aperto di materiali dell’edilizia. In base alle analisi dell’Arpac lo sversatoio contiene amianto mescolato agli inerti. Dopo aver apposto i sigilli alla zona incriminata le forze dell’ordine e l’autorità giudiziaria hanno ordinato alla Italambiente di mettere immediatamente in sicurezza tutta la discarica coprendola con dei grandi teloni di plastica.
La copertura è tuttora in corso. E l’inchiesta promette sviluppi. Gli uomini della Guardia di Finanza si sono anche recati nella sede della Italambiente, posta accanto alla zona sigillata. L’obiettivo degli investigatori è di capire la quantità effettiva di amianto presente nello sversatoio e, soprattutto, chi lo abbia trasportato e quindi scaricato lì. Ma gli ambientalisti sono preoccupati. “Questa estate la Italambiente – spiegano gli ecologisti di Acerra – si è offerta di ripristinare la strada di accesso che conduce alle sorgenti del Riullo, una località divenuta una sorta di attrazione turistica locale per volontà del Comune. Il ripristino però – aggiungono gli esponenti dei comitati – è stato effettuato utilizzando proprio materiali inerti di recupero. Per cui a questo punto – l’appello degli ecologisti – chiediamo alle autorità competenti di effettuare controlli urgenti in tutti i punti del territorio in cui la Italambiente ha scaricato i suoi detriti di recupero”.
Sale dunque di nuovo la tensione sulle questioni ambientali di Acerra. Proprio mentre i finanzieri sequestravano la discarica pericolosa la Mamme Coraggio gli ambientalisti Alessandro Cannavacciuolo, Pasquale Buonincontro e Vincenzo Petrella hanno ispezionato la vasca del forno dell’inceneritore gestito dall’azienda milanese A2a. Ne è nata una dura polemica consumata sul posto. Gli ecologisti hanno accusato l’A2a di far bruciare nel forno del termovalorizzatore scarti industriali e altri materiali non conformi all’incenerimento dei rifiuti. Ma il direttore dell’impianto, Zaniboni, ha replicato spiegando che i materiali provengono dagli stir, cioè dagli impianti intermedi. Il tutto è stato filmato integralmente dagli ambientalisti. Il video del teso botta e risposta sta impazzando nel web.
I comitati sostengono pure di aver scattato una serie di fotografie che immortalano alcune eco balle all’interno della vasca di raccolta del termovalorizzatore. Ecoballe che in base a una disposizione della Regione Campania almeno per il momento non dovrebbero essere incenerite. Ad Acerra si teme l’imminente ritorno delle ecoballe nel ciclo di produzione dell’impianto brucia rifiuti. “Siamo pronti a scendere di nuovo in piazza”, avverte intanto Alessandro Cannavacciuolo.

