Carabinieri, Anas, polstrada e vigili si confrontano in Prefettura. Proposta choc degli ambientalisti: “Evitare di usarla fino a quando non sarà rimessa a nuovo. Indagini su chi l’ha progettata”.
Gli autovelox, i dissuasori di velocità, la segnaletica. Oppure il boicottaggio totale. La strada statale 268, recentemente teatro dell’ennesima strage, continua a monopolizzare il dibattito politico locale. Ieri mattina il summit in Prefettura, deciso dai sindaci la settimana scorsa.
Presenti i tecnici dell’Anas, il comandante della compagnia dei carabinieri di Castello di Cisterna, la polstrada e i comandanti della polizia municipale dei Comuni nei cui territori ricade la statale. Si è discusso di interventi a breve e medio termine, di tentativi di rendere più sicura la strada ma, nel frattempo, la 268 resta chiusa, su disposizione della magistratura. I rappresentanti dei Comuni si sono impegnati a pattugliare con più intensità l’arteria e a utilizzare gli autovelox. Intanto, però, c’è chi propone di evitare di percorrere la strada statale 268:
"Finchè la statale 268 non sarà chiusa o ammodernata e ristrutturata – dichiarano il commissario regionale dei Verdi Ecologisti Francesco Emilio Borrelli ed il segretario cittadino del Sole che Ride di Somma Vesuviana Salvatore Esposito – invitiamo tutti i cittadini a non transitarvi. Stiamo preparando una speciale segnaletica per dissuadere in ogni modo la popolazione nel percorrerla e a scegliere percorsi alternativi che non siano così pericolose e degradate. Ci auguriamo che il Prefetto di Napoli decida di intervenire energicamente per fermare le stragi e gli incidenti di quella che è stata ribattezzata la "strada di sangue" e la Magistratura ad aprire una inchiesta sulle eventuali responsabilità di chi ha progettato, realizzato e controllato quest’ opera".





