Un gruppo di consiglieri, tra i quali Granato, arrivano in aula sul fotofinish e votano il bilancio prima che l’opposizione decida di andar via e far mancare il numero legale. Pd e Aurora: “Uno spettacolo indecente”.
E stavolta non c’entrano gli “indiani”. Ma i cowboy. Che in tempi di “vacche magre”, leggi crisi dilagante e tasse al limite della vessazione, non possono che essere in auge. La seduta di consiglio comunale di ieri, importante perchè all’ordine del giorno c’era il bilancio poi approvato, sarà ricordata come una “prova tecnica di trasmissione”: signori e signore va in onda lo scontro per la futura leadership nella coalizione di maggioranza (?). Sindaco assente, diciamo pure giustificato, vicesindaco al timone e cowboy&cowgirl latitanti in prima battuta per mettere in atto una strategia della tensione.
Assente pure, anche qui trattasi di strategia, i consiglieri ex Pdl oggi in Forza Italia. Ma tra telefoni “bollenti” e scontri intestini, i ritardatari sono alfine arrivati, scongiurando lo scioglimento della seduta per mancanza di numero legale (se l’opposizione fosse andata via, è chiaro). Così è passato il bilancio. E pure la Tares. Ci hanno pensato poi in tarda serata i consiglieri di Aurora e Pd a commentare la giornata politica, firmando insieme un manifesto e, per quanto riguarda gli esponenti del Pd, i consiglieri Giuseppe Auriemma e Giuseppe Cimmino, anche un comunicato stampa.
“Continua lo scontro all’interno della maggioranza che sostiene il sindaco Allocca – sostengono i due consiglieri – incapace di governare e totalmente distaccata dai problemi reali di cui la città soffre”. E raccontano, dal loro punto di vista: “Un gruppo di consiglieri ha disertato inizialmente gran parte dei lavori del consiglio comunale (convocato ieri in orario inusuale), malgrado l’importanza degli argomenti posti all’ordine del giorno, per fare stranamente ricomparsa quando era chiaro il pericolo di una mancanza del numero legale per l’approvazione del bilancio alla cui votazione il gruppo consiliare Pd non avrebbe mai partecipato, così come aveva preannunciato all’inizio dei lavori consiliari”.
Su questo nessuno aveva dubbi, ma il Pd prosegue: “Abbiamo smascherato il salasso che l’amministrazione ha preparato ai cittadini sommesi con l’approvazione della Tares (tassa su rifiuti e servizi) che graverà su famiglie e imprese indebolendo ancor di più un tessuto economicamente fragile. I costi presi a base per la determinazione delle tariffe sono stati empiricamente calcolati. Sono poi lievitati oltremodo i costi inerenti la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti e conseguentemente per il servizio di riscossione (Geset) tutti scaricati sui contribuenti sommesi da questa amministrazione comunale. Il bilancio presentato dalla maggioranza Allocca ha poi evidenziato per l’ennesima volta una carenza di priorità e di programmazione delle risorse da destinare alla costruzione e al completamento delle opere di pubblica utilità, allo sviluppo economico, alla tutela del territorio e ai servizi essenziali da destinare ai cittadini sommesi.
La latitanza e la mancanza di confronto degli assessori ai lavori consiliari evidenzia sempre di più l’incapacità di dare un governo stabile e efficiente: la conclusione di questa giornata politico—amministrativa ha consegnato alla città un’amministrazione completamente allo sbando”. Il Pd ha, come dicevamo qualche riga più su, firmato anche un manifesto congiunto con gli “amici” dell’Aurora, il movimento civico che in campagna elettorale era guidato da Pasquale Piccolo, oggi sui banchi consiliari.
Un manifesto dal titolo evocativo che richiama, evidentemente di proposito, una triste e recente pagina della cronaca sommese, ma abbellita con rametti di vischio: “Pacco di Natale”. Le due compagini di opposizione parlano di “spettacolo indecente”, con assessori assenti, maggioranza dilaniata da lotte intestine, gruppi di consiglieri “disertori” per tutto il consiglio su argomenti seri per poi presentarsi, colpo di scena, a votare il bilancio. Pd e Aurora, in merito all’approvazione delle nuove tariffe Tares, identificano le stesse come un salasso e chiudono con quello che di sicuro non è un buon auspicio per il nuovo anno a venire: “Se questo è il pacco di Natale, cosa ci porterà la Befana?”.







