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Somma, rapina in canonica: due balordi armati e a volto coperto legano il parroco e rubano i proventi della festa

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Don Giuseppe Mastronardi, parroco di SS Maria di Costantinopoli è ancora sotto choc. Rubati oltre 3mila euro e anche oggetti d’oro appartenenti alla Madonna.

Rapinano il parroco e lo lasciano legato alla sedia con un filo elettrico. La vittima è don Giuseppe Mastronardi, 58 anni, parroco di SS Maria di Costantinopoli nel quartiere Rione Trieste. Ieri sera, erano circa le 23, don Giuseppe era in casa sua, la canonica accanto alla parrocchia, dove vive da solo. Stava mangiando qualcosa e guardando la partita Italia – Brasile quando il suo piccolo mondo è precipitato nel terrore. Da un balcone aperto, nella casa al primo piano, sono penetrati due malviventi, pistola in pugno e volto coperto da passamontagna. Lo hanno minacciato e intimidito, poi hanno cercato qualcosa per immobilizzarlo. Strappando fili elettrici e una prolunga hanno messo insieme legacci di fortuna e lo hanno costretto alla sedia. Dopodiché è cominciato l’incubo.

Hanno devastato il piccolo appartamento ed era chiaro che cercassero qualcosa. Si sono impadroniti di oggetti d’oro. «Erano della Madonna» – dice il parroco. Poi, dopo quasi un’ora, mentre don Giuseppe tentava di capire cosa cercassero, hanno urlato: «Dicci dove sono i soldi della festa». La festa è quella dedicata alla Madonna che solitamente si svolge nel rione tra la fine di maggio e inizio giugno ma che stavolta è slittata a pochi giorni fa a causa delle elezioni amministrative e della processione del Corpus Domini. Stremato e spaventato, il parroco ha detto loro dov’era il denaro, circa 3mila euro di cui gran parte serviva a pagare le spese della festa e dell’annessa sagra. Trovato quel che cercavano, i due balordi sono andati via lasciando il parroco legato alla sedia.

Ci è voluto un po’ per liberarsi ma non appena ci è riuscito don Giuseppe ha avvisato i carabinieri. Sulla rapina sono in corso le indagini dei militari guidati dal maresciallo Raimondo Semprevivo, comandante della locale stazione dell’Arma e dei colleghi della compagnia di Castello di Cisterna. Il parroco non ha riconosciuto nessuno dei due rapinatori che effettivamente erano a volto coperto ed è tuttora scosso dagli avvenimenti. Il maresciallo Semprevivo starebbe seguendo una pista precisa: chi ha immobilizzato e rapinato il parroco sapeva del denaro e dei proventi della festa: i malviventi sono andati a colpo sicuro, ben conoscendo le abitudini del sacerdote.

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