Alla presidenza bocciato Antonio Granato, la guida dell’assise è di Antonietta Esposito. Il sindaco non comunica i nomi della giunta e accusa: “Prima c’erano i mercanti del tempio, ora abbiamo indiani all’assalto della diligenza”.
«Sono passato dai mercanti del tempio agli indiani che vogliono assaltare la diligenza» – è il commento a caldo del sindaco Raffaele Allocca, subito dopo la batosta ricevuta nel corso della prima seduta di consiglio comunale. Gli «indiani» sarebbero in questo specifico caso i consiglieri di Forza Somma Giuseppe Sommese, Giuseppe Di Palma, Luisa Prisco e Antonietta Esposito eletta a sorpresa, quest’ultima, alla presidenza del consiglio comunale.
A sorpresa perché quel ruolo sembrava già essere nelle mani di Antonio Granato, il più votato nella stessa lista. La carica gli è sfuggita dalle mani a causa del fuoco amico e rischia di sfuggirgli pure il simbolo, giacché le consigliere rimastegli accanto, Lucia Di Pilato (che con Peppe Auriemma del Pd ricopre da oggi il ruolo di vicepresidente dell’assemblea) e Lucia Iovino, quando hanno capito che i colleghi si avviavano a spodestare Granato hanno, forse incautamente, asserito in aula e quindi fatto mettere a verbale della seduta: «Dichiariamo di non far più parte di Forza Somma e sosteniamo Granato». Una scelta che ha pesato, più tardi, nella questione della nomina dei capigruppo che, alla fine, sarà oggetto di discussioni fuori dal consiglio.
Ma non senza che intervenisse il sindaco stesso, facendo notare che «Quella lista porta il mio nome, si chiama Forza Somma con Allocca sindaco, è stata presentata a mio nome». Non è questo però il punto fondamentale che ha condotto il primo cittadino appena rieletto a minacciare le dimissioni al primo consiglio comunale e che lo ha quasi obbligato a non presentare la giunta. I nomi degli assessori erano infatti attesi per oggi, all’ordine del giorno dell’assise e tra loro compariva, quale vicesindaco designato, il consigliere Salvatore Di Sarno (Alleanza per Somma) il cui ingresso in esecutivo avrebbe aperto le porte dell’aula ad Alessandra De Siervo. I quattro consiglieri di Forza Somma che non hanno appoggiato la candidatura del «loro» Granato, hanno trovato sponda sia nel Pdl, che aveva già affermato nelle scorse settimane di essere disponibile a sostenere la candidatura di una donna, sia del Pd con Peppe Auriemma che ha dichiarato:«Un segno di rinnovamento importante».
E Auriemma è per giunta l’unico vicepresidente tra i due ad aver incassato l’unanimità dell’aula, mentre la Di Pilato si è fermata a 16 voti. Tensione e nervosismo tra le fila di maggioranza, o di quel che ne resta. E il sindaco va giù pesante dopo la votazione per la presidenza: «Devo prendere atto che la maggioranza votata dal popolo in questa assise è venuta meno in modo che definirei quasi intrigante – dice Allocca – ma io ho il coraggio delle mie azioni, lo preferisco alla viltà e all’indecisione. Diciamo le cose come stanno: c’è chi tenta il salto della quaglia e non so quanto gli convenga perché sarà il popolo a giudicare, quei cittadini che ci hanno eletto per governare, qui si sta offendendo la volontà popolare». Allocca ha poi annunciato che si prenderà una pausa di riflessione e che nel frattempo proverà a costituire una nuova e possibile maggioranza.
Che si prepari un accordo con L’Aurora? Eventualità possibile, anche se i consiglieri Pasquale Piccolo e Giovanni Bianco hanno votato, questa mattina, insieme all’opposizione. Però va detto che chi è sembrato aver chiaro il quadro di quel che stava per accadere fin dal principio della seduta di consiglio è il capogruppo Pdl, Vincenzo Piscitelli. Come in perfetta armonia con quel che stava per precipitare addosso al sindaco e ai suoi fedeli, Piscitelli ha invocato all’inizio un’inversione dell’ordine del giorno, per delineare immediatamente la loro composizione. Per dire a chiare lettere, dunque, chi stava con chi. Dal canto suo, il consigliere Giuseppe Sommese, uno dei quattro definiti «indiani» dal sindaco Allocca, ha subito replicato difendendo le posizioni di chi aveva condiviso il non voto per Granato.
«Il voto per la presidenza non era premeditato – ha precisato Sommese – non c’è stata con la minoranza alcuna interlocuzione e non ci sono salti della quaglia, ma pensiamo che principi della democrazia si reggano su correttezza e sincerità, quelle che il sindaco non ha avuto verso di noi. Gli spauracchi che sta ora utilizzando forse potevano funzionare con altre persone, non con noi». Intanto, quali capogruppi, Allocca per Somma ha eletto Lello Angri, Alleanza per Somma Gennaro Bottino, Forza Somma (ma la faida non si fermerà qui) ha indicato Giuseppe Sommese, il Pdl, Vincenzo Piscitelli. I consiglieri del gruppo misto si sono invece riservati di comunicare le decisioni in seguito. Ora resta da vedere cosa accadrà e se il sindaco , per dare uno scossone alla situazione che rischia di diventare incandescente deciderà davvero di rassegnare le dimissioni, usando poi il tempo concessogli dalla legge per eventuali tentativi di ricomposizione. Oppure se, ed è una eventualità che ha qualche chance, si farà forza della carica e indicherà i nomi degli assessori.
Nomi che, fatta qualche eccezione come la scelta di Di Sarno quale vice, non sono ancora circolati ma indiscrezioni fanno pensare che le trattative infruttuose che hanno poi causato la bagarre in consiglio comunale abbiano come base richieste di visibilità troppo pressanti che riguardavano non solo l’esecutivo ma anche le nomine di posizioni dirigenziali. Un gossip smentito dalle parole di Sommese che in consiglio ha replicato al sindaco sostenendo: «Non si tratta di torte da spartire né di salti della quaglia, bensì di un taglio diverso da dare al governo della città, e di sicuro non ci aspettavamo questo atteggiamento da parte del sindaco».
Intanto, il movimento civico La Città Cambia che alle scorse elezioni si era presentato in sostegno del candidato sindaco Lorenzo Metodio e che non è riuscito ad avere rappresentanti in assise, commenta il primo consiglio comunale così: «Prendiamo atto, dopo l’ultimo consiglio comunale di Somma Vesuviana, che il Re è nudo di fronte a parte della sua maggioranza. Vorremmo ricordare a chi governa questa città però che l’interesse collettivo della nostra comunità vale più di quattro assessori ed un paio di dirigenti. Pertanto chiediamo al sindaco Raffaele Allocca di fare scelte importanti e coraggiose rispetto alla possibilità di governare, o meglio di non governare, sotto le pressioni ed i ricatti di frange della sua amministrazione interessate semplicemente ai propri tornaconti personali e non al bene comune di Somma Vesuviana».






