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Somma, attacchi e colpi bassi avvelenano la competizione tra Allocca e Raia

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Accuse gravi tra entrambi gli schieramenti e guerra di manifesti. Intanto la consigliera regionale controreplica all’avversario: “Non sono menzogne, l’ambito 22 ci è stato scippato perchè il sindaco non ha collaborato con i consiglieri regionali”.

Tensione che cresce, toni che si alzano, accuse a distanza e guerra di manifesti. Ma anche colpi poco consoni ad una campagna elettorale leale. Forse entrambi i competitor del ballottaggio, Raffaele Allocca e Paola Raia, dovrebbero rammentare le parole che il governatore campano Stefano Caldoro pronunciò in un comizio elettorale in città, venuto proprio a sostenere la Raia.

«Avversari, mai nemici. Chi si sente più forte non attacca». Cose che si dicono? Forse. Ma sarebbe auspicabile che si mettessero in atto. Invece basta parlare con uno o più supporter dell’una e dell’altra parte per capire che quella in atto non è solo una battaglia, ma una guerra intrisa non solo di naturali motivazioni politiche ma di vecchi rancori e di conti da regolare. Uno scenario che fa desiderare ai cittadini di Somma Vesuviana una cosa soltanto: che si arrivi presto al 9 e 10 giugno. Tra un «sorriso» della Raia e un «vi voglio bene» di Allocca, c’è chi, presumibilmente aizzato dai toni forti prende un grosso sasso e lo scaglia nel parabrezza posteriore dell’auto di un consigliere già eletto tra le fila di Allocca, Giuseppe Sommese (Forza Somma), che ha già sporto denuncia contro ignoti ai carabinieri.

Potrebbe non essere così, potrebbe non entrarci nulla, quest’esecrabile episodio, con la campagna elettorale in corso, ma questo saranno le indagini a dirlo. Fatto sta che è successo ora, non mesi fa. A placare gli animi dei fan, perciò, dovrebbero pensarci i due candidati sindaco perché ciascuna parola, ciascuna azione, qualsiasi attacco provenga dai loro supporter non è certo riconducibile alla loro volontà ma si ripercuote inevitabilmente, che sia in maniera positiva o negativa, su loro due. Solo i due leader, Allocca e la Raia, possono mettere un freno ad una propaganda che si sta facendo insopportabile e degenera in una «guerra tra poveri». Come gli episodi che riguardano la presunta perdita dei posti di lavoro.

Nell’unico confronto pubblico tra i candidati del primo turno, Allocca partì all’attacco del capolista Udc, colpevole, stando a quel che disse il sindaco, di aver licenziato un operaio solo «perché la moglie si è candidata nelle mie liste». Di recente invece, fan della Raia, scrivono su face book che due operai della ditta che gestisce l’igiene urbana sarebbero stati licenziati perché schierati con la candidata Pdl. Episodi gravissimi, entrambi, se fossero veri. Lo sono? Si denunci, allora. Nel mentre, il botta e risposta a mezzo manifesti seguito alla prima uscita pubblica di Allocca dopo il ballottaggio. Alla sfilza di accuse dell’attuale sindaco, la coalizione della Raia aveva replicato con un manifesto dal titolo «Vergognatevi», dalla squadra di Allocca è arrivata la risposta «Il bullo ignorante e la pupa bugiarda».

Allocca scende in piazza e la Raia percorre a piedi le strade della città e controreplica, delibere regionali e circolari alla mano, ad una delle risposte del competitor, quella che riguarda un suo cavallo di battaglia, ossia lo «scippo» della qualifica di comune capofila ai danni di Somma Vesuviana e a favore di Marigliano. «Quando parliamo di scippo dell’ambito – dice la Raia – non diciamo menzogne: c’è una circolare regionale che parla chiaro. Il sindaco Allocca non si è battuto abbastanza, non ha collaborato con i consiglieri regionali e si è lasciato scappare l’ambito. Ovvero il comune capofila – come si legge nella circolare – sarà quello coincidente con il distretto e, quindi, Marigliano».

Per il resto ci si accapiglia sullo stadio comunale tra chi accusa il sindaco uscente e chi se la prende con l’assessore allo sport, ora con la Raia. Sull’Asl e sull’Inps. «Non ci sono più». «Sì, ci sono». «Forse, ma non funzionano». E così via. In attesa del responso delle urne che sarà influenzato per la maggior parte non da tutto questo, ma dalla scelta che faranno i cittadini che al primo turno hanno votato per Auriemma, Piccolo e Metodio. O anche da quella piccola percentuale (Somma è il comune con la più alta affluenza alle urne nella provincia di Napoli) che al primo turno non è andata ai seggi. Nel frattempo, magari, chi ha intenzione di esprimere il proprio diritto e recarsi alle urne vorrebbe sentire dalla viva voce dei candidati cosa vorrebbero fare per Somma Vesuviana, molto meno cosa non hanno fatto gli altri dalle rispettive posizioni di potere, che siano stati sindaci o consiglieri regionali.

Oppure, nel caso di accuse al veleno che hanno risvolti i quali potrebbero sfociare in reati penali (voti di scambio, licenziamenti ingiustificati, clientelismo e nepotismo, pseudo minacce, posti di lavoro venduti o promessi), i cittadini vorrebbero con tutta probabilità che chi sa e ha le prove di tutto ciò vada a denunciare. Per non farle restare «chiacchiere da bar» o «sfoghi virtuali» per accaparrarsi un voto in più.

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