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Amato Lamberti: un uomo ancora vivo nel suo progetto di lotta all’arroganza

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Coloro che intendono riflettere sulle idee di crescita per Napoli, sono invitati venerdì 7 giugno, all’incontro in onore del Prof. Lamberti. Un uomo ancora vivo tra i pensieri di chi ama questa città.

L’organizzazione della prossima giornata, a quasi un anno dalla morte di Amato Lamberti, ha uno scopo ben preciso: quando in una società, un grande uomo produce in modo sistematico e utile, azioni e contributi sociologici dall’inestimabile valore civile, è doveroso per coloro che hanno avuto la possibilità di archiviare e custodire gli insegnamenti, fare in modo che il progetto possa proseguire.

Un progetto grande cominciato anni fa, volto a purificare l’aria dalle arroganze delle illegalità e a derattizzare il territorio dai topi che infestano Napoli. I camorristi, infatti, sono stati tra i principali oggetti di studio del Professore, analizzati negli anni, attraverso le loro rappresentazioni devianti e i loro commerci sommersi. E’ tanta la saggistica consultabile, realizzata nel tempo, con metodo scientifico e minuzioso, che ha svelato metodi criminali e interessi economici di centinaia di clan campani, prima da allora segreti e nascosti dalle paure collettive. Tra i contributi più importanti, è da evidenziare la sua costante denuncia dell’unione tra il crimine organizzato e la politica.

Un legame forte e fondamentale per la sopravvivenza della camorra: “Senza l’autorizzazione della politica, il crimine organizzato non avrebbe la possibilità di proliferare in nessun settore della nostra società”, era solito ripetere questo concetto a chiunque gli domandava come mai la camorra riesce a ramificare la sua egemonia nel meridione e nell’intera nazione. A rinnovare il progetto di bonifica di Amato Lamberti ci pensano, tutt’oggi, le persone che hanno intuito il suo impegno e il suo determinante contributo scientifico. Saranno proprio coloro che intendono tenere vivo quel progetto, i protagonisti dell’incontro “Prima giornata per Amato Lamberti”. Una giornata che avrà luogo presso l’istituto Italiano per gli Studi Filosofici, situato in via Monte di Dio, 15, nel cuore pulsante di una Napoli che non intende arrendersi all’ombra del malaffare e della corruzione.

L’appuntamento è per il prossimo venerdì 7 giugno, dalle ore 15.30. Ecco di seguito la scaletta di interventi previsti, che gode di nomi importanti per la lotta al crimine e comprende inoltre i suoi affezionati studenti che interverranno con il loro ricordo e il loro monito a continuare quel processo di partecipazione civile ereditato dallo stimato Docente: Introduzione e presentazione di Rita Pennarola, “Amato, la sua lezione” Ricordo video, ouverture musicale I Solisti di Napoli (Quartetto d’Archi), saluto del Sindaco di Napoli Luigi de Magistris, saluto dell’avvocato Gerardo Marotta, “Amato, il giornalista” di Marco Demarco, “Amato, il sociologo” di Gabriella Gribaudi, “Amato, il politico” di Pino Acocella e Nino Daniele, “La lezione anti-camorra” di Isaia Sales, video in ricordo degli studenti di Sociologia, lettura di alcuni brani di Amato con Laura Angiulli, intervento di Franco Roberti Procuratore capo di Salerno, nascita dell’Associazione Amato Lamberti e infine, microfono aperto per le testimonianze di amici, studenti e cittadini.

Un invito aperto a tutti quei membri della comunità ancora certi di quanto sia importante elaborare nuovi assetti culturali, in netta contrapposizione alla cultura della criminalità. Napoli è una città che ancora fa i conti con facilitazioni culturali prodotte in ambienti disagiati, contesti in cui la camorra si alimenta con più facilità. A riguardo, è giusto concludere con le parole del Professore, estrapolate da un pezzo del suo “Osservatorio sulla camorra”: “Le dimensioni assunte dal fenomeno della delinquenza organizzata a Napoli riposano su una realtà che è quella della solida presenza di una subcultura deviante in vaste aree del territorio urbano e metropolitano.

La nostra convinzione è che senza questa presenza, così estesa e radicata, di una subcultura deviante, il fenomeno avrebbe altre caratteristiche e sicuramente una diversa virulenza. In altre parole, il degrado economico, lo sfacelo urbanistico, l’incapacità, spesso colpevole, della classe politica a gestire ed amministrare il funzionamento della macchina istituzionale, generano ed alimentano fenomeni di distorsione criminale così vistosi, perchè a tutte le altre forme di arretratezza si aggiunge la presenza di una subcultura deviante perchè arretrata ed in contrasto, in quanto a obiettivi e finalità, con la cultura industriale.

L’assoluta mancanza di attenzione ai problemi sociali che sono causa, nutrimento e sostegno della criminalità diffusa e organizzata, deriva chiaramente dall’enfatizzazione delle distorsioni politico-istituzionali che la camorra produce, ma è anche il segno di una incapacità complessiva a gestire -e comprendere- i processi sociali. La prova di questa incapacità è a Napoli sotto gli occhi di tutti. Molti dei problemi della città, in ordine alla diffusione e al radicamento di una criminalità così tracotante, vanno ascritti all’atteggiamento assunto dalle istituzioni nei confronti del contrabbando.

Questa attività -apparentemente così innocua e piena di "colore"- ha fornito alle nuove forme di criminalità urbana, non solo il denaro necessario a nuove intraprese illegali, ma le strutture organizzative territoriali, una mano d’opera pronta ad ogni incombenza e, soprattutto, la base culturale necessaria ad una diffusione così rapida di nuovi modelli di gestione della attività criminale”.

OSSERVATORIO SOCIALE

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