La prima parte del lungo consiglio comunale di ieri è stato particolarmente rovente ed ha visto il sindaco Allocca e l’opposizione scontrarsi come non mai.
Quello che si è svolto ieri è stato un consiglio comunale dai toni accesi, che in più momenti è sfociato anche in una e vera propria “bagarre” con applausi e toni urlati da entrambi gli schieramenti, tanto che il presidente del consiglio, Arturo Rianna , ha dovuto sospendere la seduta per 10 minuti. Dovevano essere dieci minuti di riflessione per ritrovare l’equilibrio utile a continuare il dibattito, invece all’esterno le cose sono andate anche peggio. Ma andiamo con ordine. Il dibattito, iniziato con la prima risposta all’interrogazione della minoranza sui fondi utilizzati per il calendario e sulla presentazione dello stesso in una villa privata, è diventato subito rovente allorquando il sindaco Allocca, citando Petrarca, ha esordito dicendo: “Qualcuno tende a parlare non per amor di verità ma come gli aggrada”: questo per dire che speculare su di un evento simile è una perdita di tempo. Il nostro intento era solo quello di sostenere una iniziativa culturale: tutto il resto non ci interessava e non ci interessa”.
Altrettanto ironica e pungente la replica del consigliere di minoranza Alfonso Auriemma ( Pd) “ A nome del consiglio comunale, chiedo scusa a Petrarca che è stato tirato in ballo in questa questione. Come sempre, il primo cittadino non ha risposto a tutte le domande che abbiamo posto: perché avete scelto proprio la villa di Luro Fur per presentare il calendario? Perché portare l’insegna del comune in un luogo noto per gli abusi edilizi?” Ad incalzare sui fondi del calendario promosso dall’assessore alla cultura Emanuele Coppola, è il consigliere dei Popolari per il Buon Governo Raffaele Maione, che ha chiesto espressamente al sindaco quanti calendari sono stati venduti. Visibilmente stizzito, il sindaco ha spiegato che “in realtà non c’è stata alcuna vendita dei calendari, ma è stato solo chiesto un contributo volontario. Intanto qui, con tanti problemi che esitono in Italia e a Somma, continuiamo a fare speculazione politica”. Il dibattito si riaccende dopo la relazione dell’assessore alla cultura Emanuele Coppola, chiamato a spiegare in base a quale criterio ha concesso al preside del I Circolo di utilizzare il Castello d’Alagno, ancora non inaugurato e sprovvisto di collaudo e di regolamento, per la festa di pensionamento.
Dichiarando apertamente di essere l’assessore del gruppo Alleanza per Somma, Coppola motiva la sua scelta sui principi dell’istituzionalità e dell’eccezionalità della richiesta pervenuta dal preside, specificando” di aver agito in piena trasparenza e senza commettere alcun reato” Motivazioni quelle dell’assessore Coppola che non solo non convincono la minoranza, ma che infervorano maggiormente il dibattito.”Siamo convinti- dichiara il consigliere De Filippo- che l’assessore abbia agito in buona fede, ma questo non lo esime dalle responsabilità del ruolo che riveste. Tutte le belle attività fatte dal preside che l’assessore ha elencato, non hanno nulla di straordinario: il preside, lavorando bene, ha semplicemente fatto il proprio dovere. Gli atti di eroismo sono ben altri e con tutto il rispetto per il preside, non ci sono motivazioni oggettive tali da consentire l’utilizzo di un bene pubblico. Sarebbe stato più opportuno che l’assessore avesse ammesso di aver commesso una leggerezza, anche se in buona fede. Inoltre- conclude De Filippo- è evidente, che in assenza di un regolamento, la violazione della legge c’è stata eccome”.
“In testa all’assessore- aggiunge il consigliere Gennaro Aliperta- manca il concetto di bene pubblico, in verità bisogna parlare di cantiere, visto che il castello non è stato ancora consegnato alla città. Onestamente, in questa cosa non vedo né il bene né l’interesse pubblico”. Dai banchi della maggioranza, il consigliere Sergio D’Avino invita a mettere fine ad una discussione ”su cui si sta esagerando: abbiamo tutte le carte in regola, tutto è stato fatto come si doveva e, quindi, è inutile continuare a parlarne”. Il tentativo di minimizzare l’argomento infervora gli animi. “Stiamo parlando del rispetto della legalità, di cui tutti noi dovremmo essere fautori. Anzi vi chiedo- replica De Filippo- di riportare la discussione proprio sul rispetto delle leggi e della legalità “. “Il sindaco ci spieghi piuttosto- aggiunge il consigliere Pappalardo- quanto è stato speso di straordinario per la polizia municipale quella sera della festa privata nel Castello”.
La risposta arriva da un sindaco che non riesce più a gestire la calma, tanto che tuona: “il vostro atteggiamento è politicamente scorretto perché ci state intrattenendo su un argomento che è stato già abbondantemente sviscerato: il cantiere è stato consegnato, il collaudo è stato effettuato, l’assicurazione è stata fatta e i vigili sono rimasti in servizio solo fino alle 21 e , quindi, non c’è stato straordinario”. Orami incontenibile, il sindaco ne ha per tutti e ,rivolgendosi al consigliere Rianna, gli rinfaccia, in modo sarcastico e a tratti offensivo, la dichiarazione rilasciata sul nostro giornale all’indomani delle autorizzazioni concesse per la festa privata al castello. “Non replico – risponde Rianna- perché la mia educazione e il ruolo che rivesto in questo momento me lo impediscono. Anzi, nel non replicare, penso, con molta umiltà, di dare esempio di buona educazione che, purtroppo, qui manca”.
Risposta quella di Rianna che strappa l’applauso spontaneo della minoranza e dei presenti in sala. Il clima diventa incandescente e il risentimento di Allocca nei confronti di quelli che una volta erano suoi alleati e che sono passati all’opposizione traspare da ogni espressione ed è un continuo provocarsi a vicenda. Quando Raffaele Maione chiede la parola per la replica, il sindaco tenta di negargliela appellandosi al regolamento. Ed è in questo momento che si rompono gli argini: volano paroloni e insulti tra il sindaco e Maione , che accusa ”ma che senso democratico è questo? Sindaco: sei un fascista!” . Il presidente è costretto a sospendere la seduta ma , nel mentre i consiglieri si accalcano per uscire, scoppia un battibecco tra Riziero Esposito, esponente del Pdl ma dissidente con il sindaco sulla questione del Castello d’Alagno, e il sindaco.
La tensione tra i due era già palpabile in aula, dove pare che Riziero, che per tutto il tempo è rimasto seduto tra i banchi dell’opposizione, sia stato aggredito verbalmente da un sindaco in collera che gli avrebbe fatto notare il suo allontanarsi dalla maggioranza; per tutta risposta Riziero Esposito avrebbe tentato di spintonare il sindaco. Un gesto che non è sfuggito al figlio del sindaco che, accecato dall’ira, ha tentato a sua volta di malmenare Esposito. Solo l’intervento dei consiglieri di entrambi gli schieramenti ha impedito che tra i due volassero le mani e che si scatenasse una maxirissa proprio fuori all’aula consiliare.
Con la mediazione dei consiglieri presenti si è cercato di riportare la calma tra le parti ed è stato il consigliere di maggioranza Giuseppe Di Palma ad invitare tutti a rientrare nei propri ranghi , a partecipare alla riunione dei capogruppo e a riprendere con compostezza la seduta consiliare. Dopo che Maione e Riziero hanno chiesto scusa pubblicamente, l’assise ha ripreso i lavori stancamente, trascinandosi in un’atmosfera generale di incredulità mista a delusione e, purtroppo, a rassegnazione. In attesa delle nuove elezioni, per molti consiglieri il dialogo politico con Allocca potrebbe essere definitivamente ed inesorabilmente chiuso.






