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Volantinaggio in piazza per chiedere chiarezza sul futuro del Castello d’Alagno. Chieste a gran voce le dimissioni dell’assessore alla Cultura, Emanuele Coppola.

Interrogazioni consiliari, mozione di sfiducia per l’assessore alla cultura, Emanuele Coppola, e non solo. Non si smorza la protesta contro la recente scelta dell’amministrazione di concedere per una festa privata l’uso del Castello D’Alagno, storica e imponente struttura situata a ridosso del borgo antico, da poco ristrutturata grazie a fondi europei e finalizzata ad ospitare un museo, una biblioteca e un centro di documentazione archeologica.

Il Castello D’Alagno, mancante ancora di collaudo e di certificazioni di agibilità, non è stato ancora inaugurato ma, martedì scorso, è stato concesso per consentire la festa di pensionamento del dirigente scolastico del 1° Circolo didattico. Una scelta considerata dall’opinione pubblica cittadina, dalle associazioni culturali alle segreterie dei partiti politici locali, infelice e superficiale. Mentre impazza la polemica sul web, il comitato “Restituiamo il Castello d’Alagno alla città”, nato proprio per tenere alta la guardia sul futuro utilizzo della storica struttura, ieri mattina ha organizzato in piazza Vittorio Emanuele III un volantinaggio per informare tutti i cittadini sulla questione.

Nel volantino i firmatari comunicano alla città che, in attesa di chiarimenti dall’ente locale, si sono già attivati per denunciare l’accaduto alle autorità competenti. All’ iniziativa di protesta hanno aderito la sinistra per Somma, l’UdC, il Pd, L’Italia dei valori , La Fabbrica Vesuviana, La fiom, Legambiente, il Torchio, L’associazione C.a.s.a., Cittadinanza attiva per i beni comuni, L’Arci, Onda Bianca.