Il piccolo E. ancora intubato. I carabinieri hanno ascoltato i testimoni dell’accaduto presso la clinica Santa Maria del Pozzo di Somma Vesuviana e consegnato la documentazione alla procura di Nola
Sono stabili le condizioni di E., il bambino disabile di 9 anni, residente a Sant’Anastasia, annegato nella piscina della clinica Santa Maria del Pozzo a Somma Vesuviana mentre faceva terapia riabilitativa. Il bambino è ricoverato al Santobono di Napoli ed è ancora intubato. La prognosi resta riservata ma il suo stato di salute non ha subito sviluppi dal pomeriggio di ieri, quando è stato portato nel capoluogo campano dall’ospedale di Nola. È ipotizzabile che i medici possano tentare di farlo respirare da solo appena starà meglio. Si tratta di attendere, dunque, e sperare che tutto possa volgere al meglio. Attendono anche i responsabili del centro riabilitativo di Somma Vesuviana, finito nell’occhio del ciclone per l’episodio avvenuto venerdì intorno alle 13.
I carabinieri hanno raccolto una serie di elementi, che ieri mattina hanno anche consegnato in procura a Nola. Ora tocca ai giudici fare le valutazioni del caso ed emettere eventuali provvedimenti, che potrebbero anche non essere resi noti in tempi rapidi. È possibile, infatti, che verranno effettuate ulteriori perizie e controlli. Il piccolo E. si sottopone da diversi anni ad una speciale terapia in piscina, particolarmente indicata per i casi come i suoi. Venerdì alle 13 il bambino è finito sott’acqua, ha bevuto molto ed è diventato cianotico. Problemi di respirazione, che decine di medici, assieme ai terapisti, hanno tentato di risolvere nell’immediato.
Poi la corsa all’ospedale di Nola e, da lì, al Santobono di Napoli, specializzato in pediatria. La clinica Santa Maria del Pozzo ha fatto subito sapere che “è stato fatto tutto il possibile per prestare i soccorsi al bambino con la massima urgenza”.


