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Sciopero nazionale del Traporto Pubblico Locale il prossimo 5 marzo

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Il prossimo mercoledì i lavoratori dell’Autoferro si fermano per protestare contro il rinnovo del Contratto nazionale, per tutelare il proprio lavoro e per far sì che Stato e Regioni garantiscano un trasporto pubblico efficiente.

Il 5 marzo i Lavoratori dell’Autoferro si fermano per:

• il Contratto Nazionale

• tutelare il lavoro, il salario e l’occupazione

• il diritto di rappresentanza

• un trasporto pubblico efficiente, finanziato e garantito da Stato e Regioni

“è arrivato il nuovo Governo che dice di mettere al centro del suo programma il lavoro: vediamo se saprà dare risposta a lavoratori che aspettano da 6 anni un nuovo Contratto, che vedono le loro aziende commissariate ed i loro posti di lavoro a rischio per i tagli di Stato e Regioni al trasporto pubblico locale. Queste sono le ragioni per le quali l’ORSA chiamerà gli Autoferrotranvieri ad uno sciopero di 24 ore il prossimo 5 marzo. Adesso tocca al nuovo Esecutivo ed al neo-Ministro del lavoro fare le proposte che sinora non sono arrivate. Altrimenti sarà l’ennesima sfilza di impegni e promesse senza seguito alle quali la politica ci ha abituato. ” Le dichiarazioni del Segretario Generale ORSA Trasporti Alessandro Trevisan e del
Segretario Nazionale Autoferro – Vincenzo Fanelli – racchiudono le ragioni di uno sciopero non solo legittimo, ma sacrosanto per le motivazioni che stanno alla base della protesta:

dal 2007 i lavoratori del TPL sono senza Contratto ed hanno accumulato un taglio agli stipendi superiore al 20%. Nel frattempo i 4 Governi che si sono succeduti alla guida del Paese non solo non hanno garantito i finanziamenti necessari al settore, ma hanno progressivamente tagliato le risorse pubbliche determinando una crisi che sta mettendo a repentaglio decine di aziende e migliaia di posti di lavoro ;

oggi il trasporto pubblico in Italia, a differenza di altri Paesi Europei, non è considerato una priorità e la soluzione dai più auspicata è quella di mettere a gara i servizi e di privatizzare le aziende. Una scelta scellerata che pagheranno prima i cittadini con servizi peggiori , pagati a caro prezzo e poi i lavoratori con i licenziamenti ed i tagli agli stipendi. 5 anni di privatizzazione “francese” dell’AMT di Genova stanno lì a dimostrarlo ;

la rappresentanza sindacale in questo Paese è un diritto che si vuole circoscrivere ai Sindacati “graditi” a Confindustria e parti datoriali. Si impedisce la piena applicazione dell’art.39 della Costituzione Italiana negando al Sindacalismo Autonomo, Indipendente e di base la tutela di migliaia di lavoratori ai quali, in alcuni casi, si impedisce persino il diritto a sottoscrivere la delega. L’ORSA, forte dei suoi consensi, chiede pari dignità al tavolo delle trattative nazionali ed aziendali.

“uno sciopero è sempre un sacrificio per chi lo fa e per chi lo subisce. Ai cittadini ed a coloro che non troveranno un autobus, una metro o un treno il 5 marzo chiediamo scusa per i disagi e comprensione per una protesta che non rivendica solo diritti contrattuali, ma chiede per il trasporto pubblico lo “status” di servizio essenziale per la collettività, da finanziare prima e garantire poi. Ai lavoratori chiediamo uno sforzo ed un sacrificio che serva a dare un segnale forte ed inequivocabile al Governo “del fare”: se il lavoro è una priorità, il futuro del trasporto pubblico locale ed il Contratto degli autoferrotranvieri sono li a chiedere che alle parole seguano i fatti.”
L’ORSA Autoferro TPL conferma che saranno previsti i servizi essenziali secondo le fasce orarie normalmente garantite in ogni città e provincia.

Norme tecniche sciopero 24 ore del 5/3/2014:

Le fasce di garanzia dei servizi minimi sono:
6.18 – 8.02 e 13.18 – 17.32

Nel rispetto della delibera della Commissione di Garanzia:

• il personale di scorta e trazione e il personale di manovra deve essere presente in servizio 40 minuti prima della partenza della prima corsa prevista nelle fasce di garanzia;

• le riserve e manovre e disponibili inizieranno lo sciopero all’arrivo a Napoli dell’ultimo treno pari partito nella fascia di garanzia;

• il personale addetto alla manutenzione deve essere presente per tutta la durata delle fasce.

Il personale non turnista sciopererà per 4 ore a fine servizio.

(Fonte foto: Rete internet)

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