La Galleria Principe di Napoli, da alcuni mesi ha ripreso vita grazie a semplici lavoratori, studenti e migranti che animano locali da tempo inutilizzati. Persone che potrebbero essere presto sgomberate, in vista della privatizzazione della Galleria.
Da mesi ormai all’interno della Galleria Principe di Napoli diverse comunità di lavoratori, studenti, migranti, artisti e semplici cittadini hanno animato locali da tempo inutilizzati.
Quello che era un luogo dimenticato da tutti sta finalmente tornando a vivere, grazie alla volontà e al lavoro di chi vuole recuperare un patrimonio storico e monumentale della città e renderlo partecipato da tutti.
Ovviamente, questo progetto si scontra con gli interessi di chi vuole privatizzare la Galleria, eliminando di fatto qualsiasi possibilità di organizzazione dal basso di un’alternativa sociale e culturale.
Diverse volte, infatti, la polizia municipale ha effettuato “controlli” e portato avanti accuse infondate (quali deturpamento e imbrattamento, furto di elettricità e quant’altro) contro chi stava invece recuperando anni e anni di abbandono e di degrado più totale.
Inoltre, qualche giorno fa una notifica di sgombero è stata ricevuta da GalleriArt, con una scadenza di dieci giorni.
Non solo le istituzioni, ma anche la stampa ha avviato una vera e propria guerra mediatica alla riqualificazione della Galleria, accusando chi la vive quotidianamente di essere “abusivi” e auspicando lo sgombero dei locali occupati.
E’ evidente che dietro tutto questo c’è un progetto più grande di un sistema che tende ad eliminare la partecipazione popolare e a stroncare qualsiasi iniziativa dal basso, per realizzare profitti e speculare anche sui beni comuni.
Per questo, invitiamo tutti a prendere parte all’assemblea pubblica che si terrà all’interno della Galleria martedì 4 marzo alle ore 18.00!
(>Fonte foto: Ufficio Stampa)




