L’ennesima storia di degrado familiare, una vicenda simbolo della disgregazione sociale: un lite per futili motivi e un ragazzo accoltella suo fratello. Ora il giovane è in carcere.
Il dramma si è consumato la notte scorsa in via Boccaccio, a pochi passi dal santuario di Madonna dell’Arco. Qui è da poco passata l’una e il silenzio notturno viene spezzato da una serie di urla disumane provenienti da questo alveare dormitorio, composto da case popolari e da altri complessi più o meno residenziali.
Le urla si odono da un palazzo della Gescal e qualcuno chiama i carabinieri. Quando i militari giungono nella casa su cui sono puntati i sospetti assistono a una scena davvero raccapricciante. Nell’appartamento, riverso nel suo stesso sangue, c’è un giovane Raffaele Fiorillo, di 29 anni. Il ragazzo presenta due ferite, una al torace, l’altra a un braccio. Sanguina anche dal naso. A poca distanza da lui c’è’ il fratello, Nunzio Fiorillo, di un anno più piccolo. I carabinieri non ci mettono molto a capire: Nunzio in un raptus violentissimo ha aggredito il fratello Raffaele con un coltello, che sarà ritrovato poco dopo nello stesso alloggio, dove i due vivono con i loro familiari. Quindi i carabinieri arrestano Nunzio, che in breve tempo viene trasportato a Poggioreale.
Raffaele invece va all’ospedale di Nola, dove i medici gli diagnosticano la frattura del setto ansale e due tagli, al braccio e al torace. Ferite guaribili in poco più di una settimana. Tutto per una lite scaturita da futili motivi. I due fratelli Fiorillo sono entrambi noti alle forze dell’ordine. Quando è avvenuta l’aggressione Raffaele si trovava agli arresti domiciliari per il reato di violenza e resistenza a pubblico ufficiale. Ma anche Nunzio è già conosciuto negli ambienti militari e di polizia. Due giovani fratelli per un odio improvviso e incontenibile, originato da cause improbabili. Due ragazzi allo sbando in un contesto molto difficile. Una situazione che per poco non ha creato l’ennesima tragedia.
(Fonte foto: Rete Internet)

