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Sant’Anastasia. Carmine Capuano inaugura la campagna elettorale

Il candidato sindaco supportato da “Partito Socialista italiano”, “Giovani Anastasiani” e “Uniti per Sant’Anastasia”, ammonisce fortemente il centrosinistra accusato di “non volere la crescita del paese” e prevede di andare al ballottaggio.

Dopo Lello Abete ed Antonio De Simone è toccato a Carmine Capuano inaugurare la propria campagna elettorale presso una gremita sala del centro sociale anziani di piazza IV Novembre, nel tardo pomeriggio di ieri, lunedì 5 maggio.

Il leader socialista è stato introdotto da diversi candidati consiglieri, come Gelsomina Maiello (capolista di "Uniti per Sant’Anastasia"), Tonia Castaldo (capolista di "Giovani Anastasiani"), Antonella Marciano, Marco Castaldo ed Andrea Ceriello ("Partito Socialista italiano") e supportato anche da Antonello Scuderi ed Antonio Simeone, rispettivamente segretari regionale e provinciale del PSI campano. La squadra di Capuano ha presentato alcuni punti del programma elettorale incentrato sul recupero e la valorizzazione del centro storico, il turismo sostenibile, la messa in sicurezza della montagna, il problema del lavoro, l’aiuto alle imprese ed a tutte le fasce di cittadini, inclusi lavoratori e pensionati.

Il potenziale sindaco Capuano, invece, ha esordito sostenendo che nei primi sei mesi di governo intenderà «rilanciare la macchina amministrativa perché è invecchiata; varare il piano regolatore; attuare i piani di recupero, i P.I.P., il piano del colore; trovare i finanziamenti per ampliare via Pomigliano; istituire una consulta socio-economica fatta insieme agli imprenditori locali». Subito dopo Capuano, come un fiume in piena, ha evidenziato i motivi per i quali nella prossima competizione elettorale i cittadini dovrebbero premiarlo:

«Non ho dubbi sulla buona fede di tutti i candidati sindaco ma non basta: bisogna avere capacità e credibilità politica ma anche una buona squadra alle spalle. Nelle altre liste ci sono un bel po’ di candidati ballerini; è poi impossibile votare il centrosinistra perché ha impedito la realizzazione di una serie di cose, come il Piano regolatore per non parlare dei "Vigilini" istituiti nel 2000 con un concorso. All’epoca l’assessore al Personale era proprio De Simone (candidato sindaco per il centrosinistra, ndr) e quell’esperienza durò un mese: una squadra di consiglieri comunali oggi candidata gli fece fare marcia indietro perché c’era "troppo socialismo in quei Vigilini" e boicottò l’assessore al ramo che era sempre De Simone, quando ci fu il tentativo di dare una viabilità diversa al Santuario di Madonna dell’Arco».

«O De Simone ha cambiato idea e la pensa come loro oppure è in buona fede ed i suoi non gli consentiranno di far nulla: in entrambi i casi non va votato – ha rintuzzato il leader del PSI locale – Il centrodestra non ha mai realmente vinto qui ed è riuscito a governare con Pone ed Esposito per due regali del centrosinistra: una volta perché non ha supportato il suo candidato a sindaco (Dobellini, ndr) e poi per un mancato apparentamento (con Capuano e Paolo Esposito, ndr). Abbiamo rotto con loro sia perché non hanno sostenuto un loro candidato a sindaco e sia per aver rinnegato l’ex sindaco Iervolino dopo dieci anni, accolto poi nella nostra lista per un discorso di coerenza».

«Ad oggi, posso dire che ero disposto ad accettare il candidato sindaco di centrosinistra e fare un passo indietro se l’avessero fatto tutti i consiglieri comunali candidati che negli ultimi vent’anni hanno avuto tra loro dissapori personali e politici – ha continuato Capuano – Abbiamo avuto l’ennesimo diniego perché in quella colazione ci sono dei talebani che sono contro la crescita del paese: si sono opposti su tutto e non capisco il perché ma vi garantisco che non vogliono il bene della collettività». Altre riflessioni sono state fatte sull’appoggio del PSI all’amministrazione Esposito, terminata anzitempo lo scorso dicembre:

«Quando il sindaco Esposito chiese all’intero consiglio comunale se c’erano consiglieri disposti a fare andare avanti l’amministrazione o scioglierla, proposi all’opposizione di scegliere tre punti qualificanti (piano regolatore, mercato ortofrutticolo ed Amav), proporli al sindaco e dirgli di essere disposti a continuare se si fossero realizzati quei tre argomenti e poi si andava tutti alle urne. Ci fu risposto di no: non ci tirammo indietro e votammo a favore delle cose che condividevamo e contro quelle che non condividevamo. Abbiamo, però, portato a casa un risultato: Villa Tortora Brayda, fortemente da noi voluta».

«I cittadini anastasiani chiedono poche cose: strade pulite e percorribili, buona illuminazione, arredo urbano e che arrivi l’acqua nelle case. Nessuno può dire che in questo scorcio di amministrazione Esposito tali cose non siano state realizzate: non ci dobbiamo vergognare di niente perché abbiamo solo consentito il governo del paese – ha concluso Capuano – E’ con queste scelte che ci candidiamo alla guida del paese ed al ballottaggio andremo noi: con questi candidati siamo sicuri di passare il primo turno».

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