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San Giuseppe Vesuviano: al comune si discute della Terra dei Fuochi

Alla presenza del Commissario Cafagna i sindaci di San Giuseppe Vesuviano e Terzigno illustrano il lavoro fatto. Esclusi cittadini e associazioni.

Venerdì 20 dicembre si è tenuto un convegno, nella sala consiliare del Comune di San Giuseppe Vesuviano, sui roghi dei rifiuti industriali. Presenti i sindaci di San Giuseppe Vesuviano e Terzigno, l’ANAS, le Forze dell’Ordine sul territorio e il Commissario alla Terra dei Fuochi, il Vice Prefetto Dott. Donato Cafagna.

Dallo scarno comunicato del Comune di San Giuseppe Vesuviano apprendiamo che la discussione si è incentrata sulla richiesta di pene più severe, maggiori controlli e sistemi di videosorveglianza. Si è chiesto anche di organizzare servizi di pattugliamenti congiunti nelle aree di confine dove il fenomeno degli scarichi,e conseguenti roghi, è più diffuso. Si è colta l’occasione per lodare il lavoro portato a termine dal Comando Polizia Locale di San Giuseppe Vesuviano,agli ordini del Dott. Cirillo, in tema di repressione del fenomeno che ha visto sequestrare 62 aziende nel 2013 con ammende pari a 1.354.800 euro mentre i roghi denunciati sono stati 19 contro i 41 dell’anno precedente.

Non c’è che dire, una brillante operazione militare che vede il sigillo dell’ennesimo commissario governativo. L’Italia è un Paese curioso, per ogni emergenza nomina un commissario. Si cominciò all’indomani del 10 giugno del 1940, quando attaccammo vigliaccamente alle spalle una Francia ferita a morte e che ci stava ributtando in mare e il potere fascista non seppe fare altro che nominare “commissari con carta bianca” . E così via anche la Repubblica, vedi il noto Gen. Jucci che voleva pulire il Sarno con i proclami, tristemente famoso a San Giuseppe Vesuviano per aver dato il colpo di grazia al sistema viario cittadino. E’ stato un susseguirsi di commissari e commisariamenti serviti solo ad ingrassare una famelica burocrazia e creare mostri come Chiaiano o Cava Sari.

Forse se al convegno fra Sindaci e signori con gli Alamari avessero partecipato i Cittadini ed Associazioni si sarebbe potuta avanzare l’ipotesi che per risolvere il problema bastava applicare la legge. Bastava chiedere all’ANAS di comportarsi come tutti i proprietari terrieri del circondario: in caso di cumuli di rifiuti obbligarla alla rimozione per mancata vigilanza. Si poteva chiedere che è compito dell’Assessorato Attività Produttive conoscere e monitorare le aziende presenti sul territorio ed individuare quelle anomale, ovvero aziende di grosse dimensioni con grossi consumi elettrici e prive di dipendenti ” ufficiali” completamente prive dei formulari per il carico/scarico dei rifiuti invece di limitarsi a chiedere il contratto di smaltimento rifiuti che viene venduto sul mercato a 200 euro e serve solo come paravento. Si sarebbe chiesto il lavoro fatto dall’ASL nell’ultimo decennio per il controllo della
salubrità dei locali dove sono impegnati lavoratori,senza aspettare i blitz messi in piedi dalla Commissione Prefettizia nel corso del 2012.

Si sarebbe chiesto all’Ufficio delle Entrate ed al suo braccio armato, la Guardia di Finanza, come mai grosse aziende di produzione tessile aprono e chiudono a ritmo incessante e qual è la loro posizione rispetto al pagamento delle tasse a cominciare dalla TARSU, ma questo in tempo reale, senza aspettare lo scadere degli 11 anni di prescrizione.

E forse, qualche ardimentoso avrebbe anche potuto chiedere al Dott. Cafagna la pubblicazione di un documento quasi Top Secret, distribuito alle forze armate USA che risiedono nelle province di Napoli e Caserta in cui si stabiliscono le aree dove è consigliato risiedere e quelle dove anche la sola residenza è da evitare come la basa USA US NAVY di Gricignano (CE) . Ma purtroppo le idee di trasparenza e condivisione non appartengono all’amministrazione Catapano che è fortemente sbilanciata verso la militarizzazione del territorio, telecamere e forti sanzioni che avranno come risultato di spingere il fenomeno in profondità e allargare le aree di scarico verso zone poco controllate. Basti pensare che grossi sacconi di scarti tessili sono stati rinvenuti sul Vesuvio,nella Pineta di Castello di Palma e fin sopra Monteforte Irpino (AV) .
(Fonte foto: Rete internet)

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