Tema: Dare una licenza edilizia in sanatoria. Il sindaco Catapano chiede una mano ad architetti e ingegneri per risolvere il più spinoso problema Sangiuseppese, la casa.
Il mercoledì sera è oramai un appuntamento consolidato fra amministrazione e cittadini, dalle 19 in poi ogni settimana è convocata una categoria professionale o un gruppo di cittadini definito per parlare di ambiente o di grossi problemi che coinvolgono l’opinione pubblica. Tutti possono accedere e intervenire esponendo la propria idea, è la democrazia secondo l’avv. Vincenzo Catapano.
Questo mercoledì sono stati convocati gli ingegneri e gli architetti che hanno il centro della loro attività a San Giuseppe Vesuviano, i quali sono intervenuti in massa. Fra di loro si sono notati ex consiglieri comunali della passata amministrazione e molti esponenti dei vari partiti politici, per l’amministrazione oltre al sindaco Catapano sono intervenuti: il presidente del consiglio Nello De Lorenzo, l’assessore ai lavori pubblici Luigi Miranda, i consiglieri di maggioranza Boccia, Carillo, Emendato, Ghirelli e Parente; mentre per l’opposizione erano presenti solo Borriello e Casillo.
Il sindaco ha aperto l’incontro chiarendo subito il proprio pensiero rispetto all’Ufficio Tecnico: ”Questo è un comune aperto a tutti, non saranno fatti favoritismi, è nostra intenzione dare una svolta rispetto al passato. Creeremo tre servizi: Urbanistica-Lavori Pubblici e Ambiente, il dirigente dei Lavori Pubblici sarà un professionista esterno che assumeremo ex art. 110 ( il triste metodo dell’Intuitu Personam) entro il 15 aprile. Ma per fare questo abbiamo bisogno dell’apporto di tutti”.
Per l’assessore Miranda ”L’obbiettivo è semplificare le procedure, favorire l’accessibilità ai servizi pubblici, creare una mail istituzionale e una serie di albi per: Tecnici, Commissione Paesaggistica e Aziende Edili per i lavori pubblici. Albi attraverso i quali dare pari opportunità a tutti”.
Il presidente Nello De Lorenzo chiede che tutti, in base alle proprie capacità,contribuiscano a risolvere l’annoso problema dei condoni edilizi, partendo da quello del 1985 passando per quello del 1994 e via via fino ad oggi. ”Purtroppo per il passato – ha dichiarato – la politica aveva uno schema per essere fuori dalle regole, oggi noi chiediamo che i tecnici Sangiuseppesi si impegnino, gratuitamente, a risolvere le pratiche di condono. Fino ad oggi dai tecnici abbiamo avuto solo il contenzioso”.
Questa ultima affermazione crea un po’ di tensione fra i tecnici scelti dalla passata amministrazione sciolta per infiltrazione camorristica, ”siamo stati selezionati dall’Università – dice il loro coordinatore – non abbiamo alcun rapporto con la politica, gran parte del nostro lavoro è stato vanificato dalla macchina burocratica comunale che non ha collaborato”. In sala fanno notare che è su loro indicazione se il comune di San Giuseppe Vesuviano ha cominciato a chiedere fino a 28 documenti per pratica di condono mentre in altri comuni le cose si sono svolte in maniera più ragionevole.
L’Arch. Sannino invita l’amministrazione a stilare un protocollo d’intesa con gli organi superiori in modo di avere regole certe uguali per tutti. L’assessore Miranda chiarisce che se sarà approvato il nuovo piano paesaggistico molti problemi sollevati fino ad ora saranno risolti. Ma l’Arch. Nicola Miranda non è d’accordo e ricorda: ”Legge Galasso, art.1 quinquies: Impresentabilità del condono”. Che tradotto significa che nel nostro territorio non potevano essere presentate domande di condono perché non si potevano accettare. Il problema è, però, che lo Stato all’epoca incassò l’oblazione scaricando l’onere della concessione edilizia ai comuni.
Il sindaco invita i tecnici presenti ad intervenire ma ne riceve in cambio solo un brusio. Forse certi metodi democratici non sono visti favorevolmente fra chi, per decenni, è stato abituato a trattare certi argomenti nel chiuso di stanze polverose. Oggi, trovandosi in pubblico si sente alquanto a disagio.
Da segnalare l’intervento dell’Ing. Mimmo Ambrosio, vero campione di etica e signorilità, che risponde all’invito del sindaco dicendo: “Sono disponibile al volontariato, fermo restando che si chiuda prima la pratica aperta con i colleghi. Poi servono i piani e bisogna mettere mano alle tariffe catastali che sono una follia, spesso paragonano il nostro paese a Capri o Ischia, tariffe che hanno inciso e continueranno ad incidere sull’IMU”.
Quello che si capisce da questo breve incontro fra amministrazione e tecnici è che la normativa nel settore edilizio è così complessa da permettere a tutti i centri decisionali che sono chiamati ad esprimersi, di costruirsi il proprio orticello nel quale si trincerano con il filo spinato e dal quale nessuno ha voglia di uscire per confrontarsi, anche perché i corridoi dei tribunali sono lastricati delle buone intenzioni di coloro che in passato hanno cercato di mettere mano alla situazione ma ne sono rimasti stritolati. Certamente trovare il bandolo della matassa non è semplice, né basta mettersi tutti intorno ad un tavolo. Servono indirizzi chiari e regole certe, cosa che sta facendo la Regione Campania cercando di approvare il piano Paesaggistico Regionale. Solo che gli emendamenti sono migliaia, a riprova che anche gli interessi, leciti e non, sono altrettanti.
Bisogna dare atto all’amministrazione Catapano che coinvolgere i cittadini nella gestione diretta della cosa pubblica, a San Giuseppe Vesuviano, è una vera rivoluzione. Chiusa la riunione a tutti i presenti sono stati distribuiti i volantini con il nuovo calendario della Raccolta Differenziata invitandoli ad organizzare riunioni, anche condominiali, fra i cittadini e l’Ufficio Ambiente del comune.



