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San Giuseppe Vesuviano. In Via Di Luggo è garantita l’impunità

Continua la sosta selvaggia a Via Di Luggo. L’unica certezza è l’impunità, anche se ogni tanto si trova una voce fuori dal coro.

Sono ormai 14 anni che Via Di Luggo e i suoi cortili vivono sommersi dalla sosta selvaggia provocata dalla locale struttura sanitaria.
Prima il rpoblema si presentava solo in Via Aielli, poi ,con l’apertura del secondo parcheggio, la sosta selvaggia ha stritolato anche i residenti di Via Di Luggo.

Tante le iniziative prese dai residenti, raccolte firme, paletti, risse, non sono servite ad arginare il disagio. Bisogna ricordare che durante l’amministrazione Ambrosio la situazione sfuggì totalmente di mano grazie alla totale impunità garantita agli automobilisti indisciplinati. I Vigili Urbani all’epoca evitavano di passare per la strada e intervenivano solo su chiamata ma con quasi un’ora di ritardo. L’arrivo della Commissione Prefettizia, a seguito del doppio scioglimento per infiltrazione camorristica dell’amministrazione Ambrosio, ha invertito la tendenza. Ogni tanto i Vigili passavano cercando di arginare il fenomeno, ma oramai il danno culturale era irreversibile.

Oggi l’amministrazione Catapano sta mettendo mano a tutti i disastri provocati dai predecessori, incluso la viabilità.
L’azione, però, si svolge a velocità variabile. Mentre in Via XX Settembre fra l’insediamento del sindaco e il cambio della sosta passarono meno di un mese, in altre zone del paese il ritmo è decisamente più lento, anzi, inesistente.

Il Primo aprile 2014 ( il giorno del pesce d’Aprile nda )il Dott. Ciro Cirillo ha emesso 3 ordinanze, due riferite all’istituzione del Disco Orario e una per la istituzione di un area sosta riservata agli autobus. Fra la predisposizione della sosta oraria vi è proprio Via Aielli all’altezza della locale struttura sanitaria dove il blocco stradale dura dodici ore al giorno. L’ordinanza prevedeva addirittura il divieto di sosta sul lato opposto della strada, cioè davanti ai negozi di confezione alcuni dei quali non hanno spazio antistante e svolgono la propria attività sulla strada. Sempre la stessa ordinanza ( la n. 46/2014 del 01/04/2014 ) demandava all’Ufficio Gestione del Territorio il compito di posizionare i segnali.

Peccato che i tecnici dell’Ufficio Gestione del Territorio fino ad oggi non hanno posizionato alcun segnale, sono passati quasi sei mesi, forse avranno interpretato l’atto prodotto da Dott. Cirillo come un grosso Pesce d’Aprile. Peccato, inoltre, che gli atti pubblici al Comune di San Giuseppe Vesuviano siano tenuti severamente sotto chiave, perchè pare, come si mormora nei corridoi della casa comunale, che già l’allora amministrazione Ambrosio abbia fatto una simile ordinanza in Via Aielli, per la verità mai attuata. Anzi, mentre gli operai del comune piazzavano la segnaletica, un noto assessore dell’epoca rassicurava i commercianti preoccupati dall’affissione del segnale “Zona Rimozione” davanti i loro negozi. Nessuna multa, assicurava il politico, sarebbe stata contrassegnata ai clienti.

Per i cittadini è quasi impossibile risalire a questi atti perchè la Segreteria Generale prevede nella richiesta il numero preciso dell’ordinanza e che ” vi sia un fondato motivo giuridico “. Della serie : la trasparenza degli atti pubblici è alle fondamenta della legalità.

In tale ambito si inserisce anche la questione Via G. Di Luggo, per la quale nessuna ordinanza è stata prodotta , anzi alcuni segnali messi dall’allora amministrazione Ambrosio furono rimossi per mano militare dai residenti, preoccupati dall’eventuale passaggio di vigili.

Abbiamo le prove fotografiche, però, che gli ausiliari del traffico i del Comune di San Giuseppe Vesuviano hanno una memoria di ferro e continuano a multare anche dove il segnale è stato rimosso. Nonostante ciò, il problema resta irrisolto.

Eppure la questione è semplice, in nessun paese al mondo, escluso le repubbliche delle banane, è possibile fare attività imprenditoriale sulla via pubblica. Pensare di risolvere il problema multando qualche malcapitato automobilista secondo la teoria ” colpirne uno per educarne cento” è semplicemente fallimentare e si ottiene l’effetto opposto.

Il proprietario della Fiat Punto blu parcheggiata in curva ( vedi foto all.) all’uscita dalla struttura sanitaria trova la multa sul parabrezza e, incurante del fatto che il proprio veicolo fosse parcheggiato in curva su una strada priva di marciapiede, si dirige all’interno della struttura in cui era stato poco fa, e chiede nervosamente spiegazioni. Probabilmente ha ricevuto come risposta una laconica alzata di spalle dal primo operatore incontrato all’interno del parcheggio.

Questa azione è emblematica del pensiero comune di chi si dirige in Via Di Luggo per le proprie prestazioni sanitarie: ” :..il nostro è un abuso di necessità e vogliamo essere tutelati da chi gestisce il potere. Le multe non sono accettabili:..” pensa la maggior parte degli utenti diretti alla locale clinica, esattamente in sintonia con l’ex amministrazione Ambrosio e che, forse, sono tutt’ora i punti di riferimento di pezzi dell’attuale maggioranza Catapano.

Visti da Via Di Luggo i proclami sulla ” legalità” portati avanti dal sindaco Catapano, sembrano schetch tratti dalla storica Sceneggiata Napoletana.

Inutile ricordare che la Legalità ( quella con la elle maiuscola ) va praticata ogni giorno partendo dai comportamenti spiccioli della vita quotidiana, non servono gli incontri istituzionali ai quali non partecipa nessuno.
In Via Di Luggo, come in molte altre strade della cittadina Vesuviana, il rispetto delle regole è ancora un miraggio. Troppe persone sono certe dell’impunità, nonostante qualche Vigile Urbano tenti disperatamente di fare il proprio dovere.

Fino a quando non si metterà mano a riforme strutturali, questi interventi serviranno solo ad accrescere il risentimento dei cittadini verso la Pubblica Amministrazione perchè passerà il messaggio che l’importante è fare cassa e non risolvere i problemi.

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