A superare il primo turno elettorale sono stati Vincenzo Catapano per FLI più tre liste civiche e Antonio Ambrosio del PDL più quattro civiche. Casillo è terzo, Franco Duraccio quarto e Roberto Duraccio quinto.
È ben oltre la mezzanotte quando il sito web del Comune aggiorna il dato definitivo dello scrutinio delle 28 sezioni comunicando che l’avvocato Vincenzo Catapano, noto esponente locale di FLI il partito del presidente Fini, è arrivato primo alla consultazione elettorale con ben 6.120 voti mentre le liste a lui collegate si sono attestate sui 5.916 voti.
Il secondo in ordine di preferenze è il dottor Antonio Ambrosio, un passato da democratico cristiano attualmente milita nel PDL, con 4.647 voti mentre le liste a lui collegate seguono il gruppo di Catapano a brevissima distanza con 5.877 voti. Al terzo posto troviamo Agostino Casillo: il giovane laureato con 3.831 voti supera le liste a lui collegate di oltre 1500 voti, che si fermano a soli 2.455 voti nonostante che nella coalizione vi fosse il PD il quale totalizza solo 800 voti di lista. Al quarto posto si è piazzato Francesco Duraccio, consulente aziendale e noto politico locale. Nella sua carriera è stato consigliere provinciale, assessore al comune di San Giuseppe Vesuviano e nell’ultima legislatura, quella sciolta per infiltrazione camorristica, era consigliere comunale di opposizione. Magro il suo bottino: porta a casa solo 947 voti mentre le liste a lui collegate, due civiche, appena 885.
Ultimo arrivato è Roberto Duraccio, odontoiatra e professore universitario che con le due civiche intendeva portare San Giuseppe Vesuviano fra i comuni virtuosi della penisola e risolvere definitivamente l’annoso problema del condono edilizio, è stato premiato con 874 voti mentre le liste che lo sostengono solo 579. I voti validi sono stati 16.419 mentre hanno votato scheda bianca o nulla solo 532 lettori. Osservando questi dati a caldo si evidenziano due dati macroscopici. Il primo è che, come da tradizione, il gruppo che ha portato il paese allo scioglimento per infiltrazione camorristica, ovvero le liste che sostengono Ambrosio, hanno dimostrato ancora una volta di non essere in linea con il proprio candidato sindaco.
Nel 2007 la forbice fra il sindaco eletto e le 12 liste a lui collegate era del 20%, dove, caso raro a livello nazionale, a soccombere fu il sindaco che vinse con uno striminzito 54%. Il secondo dato emerso, invece, è che il numero degli elettori che aspira ad un cambiamento radicale del sistema politico che ha governato questa città negli ultimi settant’anni è di soli 4.705 elettori su 16.951, meno del 30%. Si tratta di una piccola minoranza che spera in un cambiamento. Eppure l’interesse nei seggi per questa tornata elettorale è stato enorme: in media in ogni seggio stazionavano 17 rappresentanti di lista che moltiplicato per 28 sezioni fa un esercito di ben 476 persone a cui vanno aggiunti 262 candidati oltre tantissimi supporter.
Tanto è vero che il traffico su via Mattiuli, sede delle sezioni 17 e 28 è rimasto semiparalizzato dalle 13 alle 21 senza che la Polizia Locale o le altre forze di Polizia impegnate nella gestione dell’ordine pubblico muovessero un dito. Tutti accomunati dal principio che durante le elezioni le regole devono essere un poco allentate. Fra il pubblico che assisteva allo spoglio degli anziani dal volto rugoso, segno che avevano visto tante elezioni e tanti pretendenti a migliorare le cose, qualcuno ha commentato: “Se questi signori così attivi a seguire lo spoglio si impegnassero un giorno al mese per pulire il nostro paese, potremmo mangiare per terra senza tovaglia. Invece siamo sommersi di monnezza e respiriamo fumi tossici da anni senza parlare che nelle scuole manca pure la carta igienica”.
L’appuntamento per l’elezione del sindaco è rimandata al turno di ballottaggio dell’11 e 12 novembre prossimo.






