L’incontro era già stato fissato poche settimane fa, è l’appuntamento annuale per il monitoraggio e la pianificazione inerente le strade di Napoli e Provincia.
Per domani in mattinata è già previsto un summit in Prefettura che era già stato convocato, l’appuntamento che ogni anno serve a fare il bilancio e le proposte rispetto agli incidenti stradali. Polizia Stradale, carabinieri, Regione, Provincia, Anci, Automobil Club Italia, associazioni delle vittime, Anas, una riunione propedeutica al monitoraggio e alla pianificazione e che stavolta arriva dopo il primo incidente dell’anno sulla strada della morte. Così viene chiamata, da tempo oramai, la statale del Vesuvio. A buona ragione, per di più. A febbraio e a maggio scorso gli incidenti più gravi, ma la fila di decessi negli ultimi anni è a dir poco impressionante facendo di quella che è considerata la privilegiata via di fuga in caso di eruzione del Vesuvio una scia di sangue.
Alcuni accorgimenti sono stati presi e da febbraio scorso sono state rifatte le opportune segnaletiche, così come sono stati aumentati i presidi. Però di soluzioni definitive non se ne parla. Non si intravede una luce in fondo a quel “tunnel” lungo più di 27 chilometri che da via Argine porta fino ad Angri. Il raddoppio delle carreggiate? Gli ulteriori finanziamenti che occorrerebbero a terminare i lavori? Nebbia fitta. Nel frattempo si continua a morire.
” I funerali strazianti di stamane per le ennesime vittime della strada di sangue – dichiarano il leader degli ecorottamatori Verdi Francesco Emilio Borrelli ed il responsabile dei Verdi di Somma Vesuviana Salvatore Esposito – non possono lasciare indifferenti le istituzioni. Non esistono vie di mezzo per affrontare il dramma della 268. O il Prefetto decide di chiuderla e obbligare l’ Anas a fare i lavori dovuti oppure bisogna pattugliarla e riempirla di autovelox, dissuasori di velocità e una segnaletica molto avanzata e luminosa. Già nel febbraio 2013 a seguito di un altro drammatico incidente Carabinieri, Anas, polstrada, Amministrazioni comunali e vigili si confrontarono in Prefettura ma da quel super vertice ad oggi non è cambiato nulla. Negli ultimi 11 mesi ci sono stati 13 morti. Un bollettino di guerra per una strada che dovrebbe essere addirittura una via di fuga in caso di emergenza Vesuvio”.
(>Fonte foto: Rete internet)

