Iniziativa imprenditoriale contro sacchetto selvaggio: una busta dell’immondizia col codice a barre, sempre identificabile. L’invenzione è della Napoletana Plastica, azienda del polo industriale.
Rifiuti solidi urbani tracciabili, monnezza identificabile, registrabile. E’uno degli espedienti contro sacchetto selvaggio: piazzare un codice a barre nelle buste della spazzatura. Un codice con cui sia possibile identificare il possessore della busta, con tanto di indirizzo, numero di telefono e riferimento fiscale. Il metodo, a quanto pare credibile sia sotto l’aspetto industriale che commerciale, è stato trovato dalla Napoletana Plastica, una piccola azienda di 15 dipendenti con sede nell’area industriale di Pomigliano. Qui i proprietari, la famiglia Ferri di Napoli, sono riusciti a trovare mezzi e idee per la produzione industriale di buste dei rifiuti con codice a barre incorporato.
“ Non era facile – spiega Rosalia Ferri, che con il fratello Antonio e il papà Mario, gestisce l’azienda – ma ce l’abbiamo fatta. Si trattava di trovare la tecnologia giusta, che ci viene fornita da un’azienda americana, e anche il giusto inchiostro indelebile, che abbiamo trovato in Inghilterra ”. C’è già stata una prima sperimentazione del sacchetto col codice a barre, a Torre del Greco. Intanto stanno anche arrivando le richieste dai comuni ricicloni. La Napoletana Plastica è la prima azienda in Campania, e tra le prime in Italia, a lanciare il sistema del codice a barre sui sacchetti per la raccolta differenziata.
E’un sistema innovativo, che serve a tracciare lo smaltimento dei rifiuti differenziati e a incrementare la raccolta differenziata e che è destinato “a rivoluzionare i rapporti tra le amministrazioni locali e gli utenti, segnalando la corretta differenziazione dei rifiuti di casa”, come spiega Antonio Ferri, responsabile commerciale dell’impresa pomiglianese. Il servizio è stato già sperimentato con successo all’inizio di giugno dal comune di Torre del Greco, che si è avvalso dei sacchetti “intelligenti” della Napoletana Plastica. L’azienda ha fatto sapere di aver avuto commesse anche dai comuni di Castel San Giorgio (Salerno) e Castel Morrone (Caserta ), noti per le altissime percentuali di raccolta differenziata, e che sta ricevendo molte altre richieste da comuni con le stesse caratteristiche. Ma ecco come funziona il sacchetto codificato, che, è bene ricordare, è fatto di plastica riciclata proprio all’interno della fabbrica di Pomigliano.
All’atto della consegna del kit di buste, il distributore registra, utilizzando un piccolo terminale con lettore laser, il codice a barre e il codice fiscale del titolare della busta. Il terminale quindi trasmette al database, presente su una piattaforma dedicata, i dati (data e ora di consegna, codice del kit, codice fiscale). Da queste informazioni sarà poi possibile verificare il rispetto delle modalità di conferimento da parte del nucleo familiare, estrarre rapporti statistici e calcolare il reale fabbisogno di sacchetti per famiglia. Si tratta di un sistema che consente in sostanza di comprendere il comportamento degli utenti.

