I due ex sindaci vesuviani (di Ottaviano e Pomigliano) preferiscono non rilasciare alcun commento sulle presunte irregolarità avvenute in provincia di Napoli ma all’interno del partito crescono i malumori .
A chi, prima del giorno delle primarie per i parlamentari del Pd, chiedeva all’ex sindaco di Ottaviano (candidato, appunto, alle primarie) quanti sarebbero stati i voti da prendere per ottenere un risultato soddisfacente e, soprattutto, capace di farlo entrare almeno tra i primi 15 (e quindi in posizione eleggibile), Mario Iervolino rispondeva: “Tra i 2500 e i 3000 voti”. Lui a questa soglia è arrivato, ma con 2642 voti si è fermato al 22esimo posto. Anche l’ex sindaco di Pomigliano d’Arco Michele Caiazzo ha raggranellato 2759 voti, finendo 20esimo. Logico, dunque, che dinanzi alle polemiche di questi giorni sulle presunte irregolarità che ci sarebbero state in provincia di Napoli durante le primarie, loro siano da considerare parte in causa, come eventuali danneggiati.
Il boom anomalo di affluenza al voto potrebbe averli penalizzati. Si legge su Dagospia: “con un comunicato messo in rete dall’Ansa alle 19 del 29 dicembre, Cimmino (segretario provinciale del partito, n.d.r.) forniva il dato dell’affluenza delle 18: 30.000 elettori. E allora basta il pallottoliere per capire che i conti non tornano, ma proprio per niente! Per arrivare a quota 60.000 appena tre ore dopo, infatti, si sarebbe dovuta registrare un’affluenza serale record in tutti i seggi (175 tra Napoli e Provincia). In media, avrebbero votato, dalle 18 alle 21, 171 elettori per seggio: uno al minuto in tutte, ma proprio tutte, le sezioni! Un dato che fa a pugni non solo con la logica e la statistica, ma soprattutto su ciò che hanno visto e raccontato i militanti e i simpatizzanti che hanno assistito alle operazioni”.
Ma delle possibili irregolarità Iervolino e Caiazzo non vogliono parlare (e tuttavia altri candidati hanno già presentato dei ricorsi). Mario Iervolino si limita a sottolineare la regolarità del voto ottavianese, dopo pure lui ha fatto un pieno di consensi piuttosto singolare: “Ad Ottaviano c’erano rappresentanti di lista di Ciro Cacciola, da Napoli e di Mazzei, da Sant’Antimo: hanno tranquillamente firmato il verbale”. Bocca cucita, invece, rispetto al possibile voto falsato. Secco “no comment” anche da Michele Caiazzo: “Non ho davvero niente da dire, se non che voglio il bene del Pd”. Ma, stando ai bene informati, i due qualche mal di pancia l’avrebbero avuto. Evidentemente hanno deciso di soffrire in silenzio.
(Fonte foto:Rete Internet)





