Altri sei mesi di commissariamento per l’area protetta: la scelta del nuovo presidente diventa sempre più un caso politico e istituzionale. Intanto si avvicinano le regionali e impazza il toto nomine.
Le voci sui nomi continuano, le trattative proseguono ma Ugo Leone è ancora lì, alla presidenza del Parco nazionale del Vesuvio. E ci resterà, in realtà coi gradi di commissario, per altri sei mesi: così ha deciso il ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti, che ha provveduto a dargli un ulteriore proroga del mandato, anche se nel decreto viene specificato che i sei mesi potrebbero essere di meno se sarà individuato il nuovo presidente. La presidenza di Leone è scaduta (“sì, come lo yogurt”, scherza lui) alla fine del 2013. Con l’inizio del 2014, Leone riceve una prima proroga, fino ad agosto, da parte del ministro dell’Ambiente: diventa, così, commissario dell’ente che ha la sua sede nel Palazzo Mediceo di Ottaviano. Ora arriva la seconda, in attesa che la situazione politica e istituzionale si chiarisca e venga individuato il successore.
L’iter è tortuoso e lungo: il presidente di un parco nazionale, infatti, viene scelto dal Ministro dell’ambiente di concerto con il presidente della Regione. Poi la nomina deve passare per le commissioni ambiente di Camera e Senato e solo a quel punto potrà prendere possesso della carica. Ma, stando alle indiscrezioni, Caldoro e Galletti si sono incontrati soltanto una volta per discutere dell’argomento. La nomina, infatti, si intreccia con quella del presidente del Parco del Cilento e, a questo punto, con le imminenti elezioni regionali: equilibri delicati da mantenere, insomma, che inducono ad atteggiamenti prudenti e a temporeggiamenti.
Dal canto suo, Ugo Leone lo dice chiaramente: : “Io non ho alcun interesse a restare qui, se non quello di continuare a garantire la gestione del Parco. Spero che il nuovo presidente venga nominato presto ed abbia buona volontà: il resto del lavoro tocca a chi amministra l’ente”. Intanto, all’ombra del Vesuvio, il toto nomine impazza




