Napoli è la città più giovane d”Italia e i giovani napoletani sono la più grande risorsa per il capoluogo. Una proposta al futuro sindaco. Di Amato Lamberti
Durante la campagna elettorale per il rinnovo del Consiglio comunale e l’elezione del nuovo Sindaco, oggi finalmente arrivata al ballottaggio, si è parlato spesso di politiche sociali e della necessità di maggiori investimenti su uno dei settori più delicati per la vita e la coesione della città. Le proposte sono stata diverse ma mi ha colpito il fatto che non si è mai ricordato quanto era stato fatto, magari per criticarlo e smontarlo. Eppure a Napoli sono state messe in moto iniziative che hanno anche avuto riconoscimenti nazionali e internazionali.
Con il progetto "Sicurezza e Legalità", approvato in Giunta comunale nel 1997, sono state attivate numerose e interessanti iniziative sul piano della prevenzione (vigilanza scolastica, accompagnamento persone anziane, pony della sicurezza e della solidarietà, gruppi di aiuto, progetto "Fratello maggiore", recupero in area penale minorile, campagne di sensibilizzazione, educazione alla legalità); sul piano della concertazione e della partecipazione (Comitati circoscrizionali per la Sicurezza e la Solidarietà, condomini sociali, adozione di spazi pubblici); sul piano della riduzione del danno e di aiuto alle vittime ( unità operativa per le tossicodipendenze, nucleo operativo di emergenza mobile, unità mobile per i senza fissa dimora, progetto "Chance", rete antiviolenza, numero verde per le donne che subiscono violenza, progetto "SollecitAzioni"); sul piano della mediazione culturale e sociale (inclusione Rom, mediazione tra autoctoni e immigrati).
I risultati sono stati inferiori alle aspettative, probabilmente, perchè il coordinamento delle iniziative, alcune delle quali anche molto innovative, è risultato carente, soprattutto per quanto riguarda la necessità di assicurare sia il sostegno necessario a superare le difficoltà e sia il monitoraggio costante per verificare i risultati e gli aggiustamenti necessari. Inoltre, è mancata la necessaria attenzione al problema della carenza di luoghi di aggregazione, soprattutto per i giovani, attrezzati e permanenti, sul modello di quelli sperimentati, negli anni 2001-2003, dall’amministrazione provinciale di Napoli, prima come "Cantieri di innovazione sociale" e poi come "Laboratori Metropolitani".
Con i "cantieri" per l’innovazione sociale, si avviò una sperimentazione sulla progettualità nel sociale cominciando col mettere in rete ciò che già esisteva ed operava sul territorio di riferimento, ma arricchendone la capacità operativa con nuovi strumenti e collegamenti, in un’ ottica nuova di sperimentazione delle risposte ai bisogni del territorio e dei giovani. I "cantieri" volevano essere, da un lato, spazi rivolti ai giovani, luoghi di aggregazione, di incontro, di informazione-orientamento, di consumo e promozione culturale, e, dall’altro, luoghi per attività creativo-espressive e laboratoriali -sul modello delle "Maison de la culture" francesi.
Napoli è la città più giovane d’Italia. Su cento abitanti, ventotto sono giovani. Una grande risorsa; anzi, la più grande risorsa a disposizione della città, perché i giovani, come ripetono in ogni occasione i politici di tutti gli schieramenti, sono portatori di innovazione, di creatività, di nuove idee e proposte più adeguate ai cambiamenti in atto nel mondo sempre più globalizzato. Naturalmente di parole se ne dicono tante, ma di fatti concreti non se ne vedono: la risorsa giovani continua ad essere sprecata. Eppure basterebbe poco, magari copiando –visto che idee nuove i nostri politici non sono proprio in grado di elaborarle- quello che si è già sperimentato con successo in altri Paesi d’Europa.
Affidandosi ai giovani si potrebbero, dando, però, loro la possibilità di esprimersi, elaborare progetti più aderenti ai bisogni e alle aspettative del nostro territorio.
La mia proposta, al futuro Sindaco (che spero sia Luigi de Magistris), per quanto riguarda le politiche sociali a favore dei giovani, è questa:
1.Attrezzare, in ogni municipalità, spazi e luoghi di aggregazione per i giovani, sul modello delle “Maison de la Culture e de la Jeunesse”, che sono diffuse su tutto il territorio francese. Strutture dove i giovani possano riunirsi, incontrarsi, discutere, leggere giornali e riviste, frequentare una biblioteca-videoteca, fare teatro, fare musica, navigare su internet, frequentare palestre e scuole di ballo, consultare le banche dati sulle offerte di lavoro, di borse di studio, di corsi di specializzazione, di master in Italia e all’estero. Un luogo positivo, gestito dagli stessi giovani, secondo il modello del part-time universitario, dove si possa star bene senza aver bisogno di molti soldi, dove ci si possa confrontare con quello che di positivo si muove nella città.
2.Negli stessi spazi, o in spazi immediatamente vicini, ma direttamente collegati, si dovrebbero attrezzare dei “laboratori di creatività”, dove i giovani, organizzandosi in piccoli gruppi, possano lavorare a progetti micro-imprenditoriali,”inventandosi” un lavoro nel quale investire le proprie capacità e realizzare le proprie aspirazioni. Per sostenere e rendere produttiva la creatività dei giovani, nei “laboratori di creatività”, dovrebbero essere previsti degli stages di formazione sulla progettualità operativa e sulla elaborazione di studi di fattibilità.
3.Accanto ai “laboratori di creatività” andrebbero attrezzati degli “incubatori di creatività” nei quali, i progetti micro-imprenditoriali che si sono dimostrati “fattibili”, possano avviare la fase produttiva, sostenuti da un finanziamento premiale, per le spese di impianto e attrezzature, e da un “prestito d’onore”.
Queste strutture, che sono alla portata del Comune e della Regione, se realizzate senza sprechi e inutili Consigli di Amministrazione, consentirebbero ai giovani della nostra città di avere finalmente dei punti di riferimento, nei quali ritrovarsi per utilizzare positivamente il tempo libero e la voglia di stare insieme e dove poter sperimentare le proprie capacità e la propria creatività in modo concreto ed operativo, senza essere costretti a “pariare” in modo inconcludente in un deserto di opportunità e di prospettive di futuro.
Tanti sono oggi i giovani che hanno voglia di costruirsi un futuro con le idee e i progetti che hanno in testa. Hanno solo bisogno di essere aiutati a realizzare quelli che rischiano di restare solo sogni insoddisfatti.
(Fonte foto: Rete Internet)

