La Madonna della Salute, le cisterne dell’acqua, le colombe che vennero sostituite nel tempo da congegni pirotecnici. Da qualche anno è sagra di agosto, ma sempre nel rispetto della tradizione. I Sud 58, Morgana. Il premio “Nicoletta Mazza”.
Anche se la lungimiranza dell’ associazione “Centro storico”, presieduta da Domenico Cutolo, “‘o masto ‘e festa” per eccellenza, ha trasformato la manifestazione in una festa dell’estate, per gli Ottavianesi quella di Piediterra resta sempre “‘a festa d’ ‘e palomme”. Un po’ di storia, per capire. Piediterra si chiamò così, perchè stava “ai piedi” della Terra Vecchia, della parte antica di Ottajano: era un passaggio strategico per andare dal Castello verso le masserie di San Giuseppe e i vigneti del Terzigno. Gli Orsini, che furono signori di Ottajano prima dei Medici, disposero che le famiglie più importanti, e tra queste i Mazza e i Bifulco, costruissero le loro “case palaziate” lungo la strada che dal Castello mena a Piediterra: lì abitano ancora i loro discendenti. Nel 1615 il vescovo di Nola Lancellotti, durante la sua visita pastorale, visitò a Piediterra anche la chiesetta di Santa Maria della Salute: il primicerio della Chiesa di San Michele, G.B. Mazza, e il rettore della Chiesa dell’ Annunziata, Giovanni d’ Ambrosio, lo accompagnarono non solo a visitare il sacro edificio, ma anche a benedire le vicine cisterne dell’acqua.
Perchè fino alla prima guerra mondiale a Piediterra c’era la ” fontana”, da cui gli ottajanesi della Terra Vecchia che non possedevano pozzi andavano ad attingere l’acqua: la fornivano riserve sotterranee, che rendevano fertile la campagna all’intorno, tanto che essa meritò il nome di “Paradiso” e produsse per secoli vino di prima qualità. Di solito, accanto alle cisterne d’acqua c’era un’edicola della Madonna della Salute: tutti sapevano, da sempre, che l’inquinamento delle acque era la causa prima di epidemie e morbi. A Ottajano non ci si accontentò dell’edicola: venne costruita una chiesa, che dagli anni ’30 del sec.XIX ospitò la Congrega della “SS. Concezione e Monte dei morti. Le colombe, sacre a Maria come simbolo della purezza e della castità, accompagnarono per naturale associazione di immagini il culto della Madonna della Salute. In altre situazioni rituali, come a Ostuni, la “presenza” non è più garantita da vere colombe, ma da dolci che hanno forma di colomba. A Piediterra, invece, “‘a palomma” è il nome di congegni pirotecnici che, accesi, sfrecciano in crepitanti scie luminose lungo fili metallici tesi da un capo all’altro della piazza. Queste “palomme” illuminano solo il cielo di Ottaviano: è uno spettacolo che merita di essere pubblicizzato.
Quest’anno le “palomme” sono state incastonate in una sagra sapientemente costruita con gli elementi tipici: il canto, la danza, il cibo. Venerdì sera il Sud 58 prima hanno interpretato con sapienza filologica e con straordinaria maestria vocale alcuni classici della canzone napoletana, e tra questi “Scugnizzi” e “Passione”, poi hanno dimostrato di saper governare con raffinatezza l’arte del mash up, che intrecciando canzoni di scuole e di storie diverse, offre ai tre artisti l’occasione di esibire un lussuoso repertorio di colori vocali, di timbri, di toni, e, direi, di modi di recitazione: il gioco è sempre condotto con grande intelligenza, ed è segnato da momenti in cui l’emozione autentica degli interpreti coinvolge intensamente il pubblico.
Di alto livello è stata l’esibizione di Morgana: la cantante è giovanissima, ma il suo stile è già quasi del tutto sfrondato dalle influenze dei modelli prediletti, è già pronto a liberare la potenza e la duttilità della voce in un’ampia gamma di originali modi di interpretazione. Notevole è la maturità con cui l’ artista ora “aggredisce” la frase musicale e la carica di passione, ora la cesella con calcolato distacco.
E’ stata una serata illuminata dalla musica e dal canto, ma anche dal commosso ricordo di Nicoletta Mazza, che segnò la sua vita, breve e intensa, con l’amore per questa festa, con quella gioia della partecipazione che nasce dall’orgoglio dell’identità. A Nicoletta è stato intitolato un premio, che ogni anno verrà assegnato a un ottavianese che si sia distinto nelle arti e nelle attività della vita sociale, e non solo per gli obiettivi già raggiunti, ma anche per la tenacia e la chiarezza di idee con cui si propone di conseguire nuovi obiettivi. In questa prima edizione il riconoscimento è stato attribuito, come affettuoso augurio di successo, a Benedicta Maione, una giovane cantante che si è esibita ad apertura di spettacolo.
Sotto i bagliori delle “palomme” la festa continua a leggere il presente alla luce delle tradizioni di Ottaviano, che gli amici di Piediterra vogliono tutelare a ogni costo. Il successo della lettura e della tutela è merito dell’impegno dell’associazione ” Centro Storico”, dell’entusiasmo di Lucio Mazza, fine e motivato collezionista di “memorie” di Ottaviano, e della tenacia di Pasquale Annunziata, che ringrazio per le fotografie delle “palomme”.

