Le nuove regole della ricreazione fanno arrabbiare i ragazzi: scioperi e proteste. Intanto i rappresentanti dei genitori tentano la mediazione: “Troviamo una soluzione che metta tutti d’accordo”.
Si chiama “progetto ricreativo” l’iniziativa del dirigente scolastico del liceo classico “Armando Diaz” di Ottaviano (che da tempo è un “Isis”, cioè un istituto superiore di istruzione secondaria) che fa discutere genitori, studenti e docenti.
In pratica, si tratta di nuove regole per i dieci minuti della ricreazione, volute dal dirigente Antonio Alvino per tentare di rendere meno caotico e più sicuro l’intervallo. La diatriba, però, si sviluppa tutta intorno all’utilizzo del cortile, consentito fino ad un anno fa ed ora negato. I ragazzi, insomma, possono continuare a fare la ricreazione ma devono restare sui piani dell’istituto e non possono più scendere nell’area davanti all’edificio. Ed è proprio il cortile negato che ha scatenato le proteste degli studenti, ormai da giorni sul piede di guerra. Il “Diaz” di Ottaviano già l’anno scorso ha vissuto giorni di passione: furono lanciate fialette tossiche, contenenti anche un potente anestetico: roba da ricovero in ospedale e denunce dai carabinieri.
Ed è forse a causa del difficile anno passato che il preside Alvino ha tentato di limitare le modalità di ricreazione. La sua scelta, però, non ha trovato il consenso dei ragazzi, decisi ad insistere nella protesta. Chi prova a tentare una mediazione è Domenico Caputo, presidente del consiglio d’istituto, che ha convocato un’assemblea dei genitori e dei rappresentanti di classe per discutere della questione: “Il mio tentativo è di mettere assieme tutte le parti in causa e farle dialogare”. Oggi, poi, è stato convocato anche il collegio dei docenti.

