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giovedì, Dicembre 2, 2021

Nola. Roghi nei campi: “Il Comune ha le idee confuse”

Parte la petizione indirizzata a tutte le istituzioni ed alle forze dell’ordine del territorio con l’obiettivo di bloccare la bruciatura dei residui agricoli. “Pratica illegale e dannosa per la salute”, precisano i portavoce Annamaria e Michele Iovino.

Fumo sì, fumo no? Con una interrogazione consiliare di Città Viva ed una petizione popolare, sottoscritta da oltre 650 cittadini, si apre il “caso nocciole” per l’amministrazione comunale di Nola.

A destare preoccupazione sono le modalità previste per l’eliminazione del fogliame e degli altri residui di vegetazione. Infatti, con due differenti ordinanze nel giro di soli quattro giorni, il sindaco Biancardi ha cambiato idea sulla bruciatura dei residui agricoli. Prima, l’ordinanza n. 57 del 31 luglio vieta ogni tipo di combustione, poi con la n. 59 del 3 agosto sostituisce la precedente e consente, invece, di procedere alla bruciatura del fogliame secco ogni giorno dalle ore 12 alle 15. Roghi incontrollati in cui spesso tra le sterpaglie finisce per essere bruciato anche materiale plastico ed altri tipi di rifiuti, disseminati nei terreni dal vento e dall’incuria.

“In un territorio già duramente colpito da una pesante emergenza ambientale ci mancava solo il via libera all’accensione di roghi dei residui agricoli per esasperare ancora di più gli animi – sottolinea Gianluca Napolitano, capogruppo consiliare di Città Viva – la questione è annosa ma la normativa invece è piuttosto chiara, a seguito del recepimento della Direttiva comunitaria 2008/98/CE, il Decreto legislativo n. 205 del 2010 stabilisce difatti il divieto di bruciare nei campi i residui vegetali. Ancora più esplicito è stato il presidente della giunta regionale Caldoro che per evitare incendi boschivi, con il Decreto n. 184 dello scorso 27 giugno, ha imposto il divieto di bruciatura di residui vegetali o altri materiali connessi all’esercizio delle attività agricole nei terreni agricoli, anche se incolti, e agli orti, giardini,parchi, con sanzioni che vanno da 51,65 a 516,46 euro”.

“Ovviamente non va danneggiata la produzione agricola – continua Napolitano – ma sono da incentivare pratiche ecocompatibili come il sovescio, compostaggio, pacciamatura, triturazione ed interramento degli scarti che incrementano la fertilità dei terreni e fanno bene all’ambiente, anche attraverso il coinvolgimento delle associazioni di categoria”. Rischi seri per la salute, segnalati anche dall’Arpac e dalla comunità scientifica, in quanto la combustione di scarti vegetali, oltre a sviluppare monossido di carbonio (CO), libera altre sostanze dannose e tossiche quali ossido di azoto (NOX), anidrite solforosa (SO2), aldeidi aromatiche, idrocarburi policiclici aromatici (IPA), polveri sottili (PM10), diossine e furani.

Comporta, inoltre, l’immissione nell’aria di metalli e la volatilizzazione di prodotti fitosanitari (fertilizzanti, insetticidi, pesticidi) con i quali il più delle volte sono trattati i residui vegetali. I promotori della raccolta firme sono intenzionati a continuare a sensibilizzare i cittadini anche durante il mese di agosto, finché non saranno prese misure concrete: “La nostra petizione è indirizzata a tutte le istituzioni e alle forze dell’ordine del territorio con l’obiettivo di bloccare definitivamente di bruciare i residui agricoli – precisano i portavoce Annamaria Iovino e Michele Iovino – una pratica illegale e dannosa per la salute, sia per le esalazioni cancerogene sia per i rischi legati al fumo passivo. Purtroppo i roghi del fogliame sono tossici proprio come quelli dei rifiuti, per questo la legge li considera rifiuti speciali e punisce i contravventori anche penalmente”.

“Chiediamo una campagna di sensibilizzazione e informazione che salvaguardi la salute del cittadino e gli interessi degli agricoltori. Le soluzioni alternative ci sono,basterebbe uno o due volte all’anno trinciare il terreno e lasciare i cumuli delle foglie a compostare, risparmiando anche i costi del concime chimico. La nostra iniziativa – terminano i due portavoce – rappresenta la voce del dissenso verso le decisioni del Comune che permettono un continuo attentato alla salute. L’ultima ordinanza consente dalle ore 9 alle 12 l’emissione di polvere dei macchinari automatizzati per la raccolta, dalle 12 alle 15 il fumo da rogo, dalle 15 alle 18 di nuovo polvere: quando abbiamo lo spazio per respirare?”.

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