Nola. La Soprintendenza interra il villaggio preistorico

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Una decisione annunciata da tempo ma che tuttora colpisce la comunità nolana, che da anni contratta le sorti dell’allagato sito archeologico con comune, regione e soprintendenza. Una notizia che infiamma le campagne elettorali in corso.

Un paradosso per la città dell’Unesco, nella Nola patrimonio dell’umanità per le sue tradizioni culturali è stata seppellita la Pompei della preistoria, unicum nella storia delle scoperte archeologiche. Non il Vesuvio, la mano dell’uomo stavolta ha cancellato le tracce provenienti dall’età del bronzo che per circa quattromila anni erano state custodite nel grembo della terra per emergere casualmente nel 2001 e far conoscere, ai nolani in primis, pagine ancora da scrivere sugli insediamenti preistorici. Da pochi giorni il sito, scavo incompiuto fin dalla sua scoperta, è stato sepolto per fare posto a una ricostruzione artificiale. Una scelta annunciata, una scelta forzata a detta della Soprintendenza Archeologica di Napoli, che dal primo manifestarsi di allagamenti nell’area di scavo, cominciati nel 2006, non riesce ad arginare l’abbondante falda freatica su cui insistono i resti delle tre abitazioni preistoriche, dal 2009 praticamente ricoperte dall’acqua e investite da una frana nel 2010. Presumibile che restasse ormai ben poco da conservare e ammirare del sito, eppure la notizia dell’interramento del villaggio ha fatto scalpore.

Un intervento respinto dalla comunità di Nola quando ancora restava un’ipotesi, durante i numerosi tavoli di confronto tra Soprintendenza, comune di Nola e regione Campania, proprietaria dell’area, voluti proprio dalle mobilitazioni pubbliche. Ma della storia pur breve dello sfortunato sito archeologico, ridotto è stato l’intervallo di tempo in cui il villaggio ha avuto la meritata attenzione dei media e del pubblico, sollecitata con grande dispendio di forze personali da parte di Angelo Amato De Serpis, ex presidente dell’associazione Meridies, quando dallo stato d’allarme ancora non si era passati all’emergenza.

Un contributo allargato dal coinvolgimento di numerosi soggetti della vita pubblica nolana, convogliati da Salvatore Velardi della Cgil Nola nel Comitato Salviamo il Villaggio Preistorico, che propose e ottenne dalla regione Campania l’avvio di un secondo studio sulla falda, a seguito di quello promosso dalla Soprintendenza già nel 2009, con la definizione di ipotetici interventi risolutivi.

Anni di petizioni, lettere a più rappresentanti delle istituzioni pubbliche locali e nazionali, manifestazioni e appelli per i quali la felice conclusione si era pure intravista, con l’istallazione di una sorta di argine impermeabile sul perimetro del sito o con un potenziamento delle pompe idrovore già presenti, come prospettato dallo studio dei geologi. Una soluzione che si aggirava intorno ai centomila euro ma non definitiva secondo la Soprintendenza, che con un impegno di spesa di poco inferiore ha infine commissionato l’interramento del villaggio e la costruzione ex novo di un parco archeologico.

Coinciso con la vigilia delle elezioni comunali per Nola, l’interramento del villaggio sta alimentando la campagna elettorale da diverse posizioni a cominciare dai candidati di Sel della lista “Io sto con la Tripaldi sindaco”, che attribuiscono la responsabilità di questo epilogo all’amministrazione in carica. “Ce lo ricordiamo Biancardi: diceva che sarebbero dovuti passare sul suo corpo prima ricoprire tutto. Adesso le ruspe sono arrivate e il Sindaco dov’è? Sta facendo campagna elettorale sulle macerie di una città esausta. Chissà che promesse, che paroloni. Fogne, strade, lampioni, interi palazzi e mausolei: ma nessuno gli crede, lo sanno tutti che la destra è disperata, che promette anche la luna e poi non mantiene nulla” dichiarano i rappresentanti di Sel, a cui fa eco il commento di Giuseppe Di Palma, candidato alla carica di consigliere comunale: “Che balletto ridicolo in questi lunghi anni. A Roma il ministro Tremonti che tagliava fondi alla cultura con la mannaia, a Napoli il Governatore Caldoro che non muoveva un dito e a Nola il loro socio di partito che piagnucolava senza costrutto. Una farsa.
(Fonte foto: Rete internet)

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