A supportare la lista di Marchioni, i candidati alle Europee ed i parlamentari campani penta stellati. Il vicepresidente della Camera Di Maio attacca l’ex sindaco Esposito: “E’ un fesso, gli dovrebbero tagliare le mani per ciò che ha fatto”.
E’ stata inaugurata ieri, venerdì 9 maggio, nell’ambito del Campania tour, la campagna elettorale del Movimento 5 Stelle di Sant’Anastasia. Il potenziale sindaco della lista penta stellata, Federica Marchioni, si è presentato alla città insieme ai 13 candidati al consiglio comunale ed ha illustrato i punti salienti del programma elettorale.
«Non prevediamo di fare cose nuove ma di fare le cose che già abbiamo nuove. Innanzitutto Sant’Anastasia ha bisogno di una spinta economica e possiamo dargliela valorizzando i prodotti locali e l’artigianato, magari promuovendo fiere utili proprio a far conoscere le nostre peculiarità ed utilizzando anche il nostro canale turistico che, al momento, è solo fine a se stesso – ha affermato Federica Marchioni – Abbiamo una montagna degradata che può essere rivalutata e riqualificata magari con dei percorsi per chi vuole passeggiare o fare corsa. C’è necessità di ricongiungere il centro alle periferie, dove mancano marciapiedi ed un efficiente servizio di trasporto».
«Uno sguardo importante lo rivolgiamo alle scuole: dobbiamo garantire ai nostri figli delle scuole sicure e con degli spazi ad esse connesse, perché è impensabile che dalle 9 del mattino fino alle 16 sempre nella stessa aula gli alunni giocano, lavorano, mangiano, riposano – ha concluso l’unica donna candidata alla carica di sindaco – Abbiamo tutta la buona volontà di poter studiare e fare le cose insieme ai cittadini: ci crediamo e pensiamo di riuscire a farle comunque, indipendentemente dal risultato che otterremo».
A supportare Federica Marchioni e la sua lista, c’era qualche esponente dell’hinterland nolano e vesuviano, parlamentari e candidati campani alle Europee del Movimento 5 Stelle. Tra gli intervenuti Carlo Sibilia, il quale ha tenuto a precisare che «tutti i partiti hanno fatto il contrario di quanto detto su tanti argomenti, come il taglio alle pensioni d’oro. Noi, invece, ci dimezziamo lo stipendio tutti i mesi ed il resto lo doniamo alle piccole e medie imprese».
«Per fare quest’operazione abbiamo dovuto dormire due giorni e due notti davanti al Ministero dell’economia e finanza perché in questo paese è diventato più facile rubare che restituire i soldi allo Stato» ha affermato il deputato che non ha risparmiato riferimenti all’ex sindaco di Sant’Anastasia Esposito, attualmente costretto dal divieto di dimora nella cittadina vesuviana dopo lo scandalo tangenti: «Ho saputo che anche il vostro ex primo cittadino si autofinanzia prendendo le mazzette perché mi hanno detto che da queste parti così si usa fare. Il modello della mazzetta è stato già esportato nel mondo, al Nord addirittura ci superano».
Ulteriori bordate a Carmine Esposito sono arrivate anche da Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera dei Deputati, il quale ha sottolineato che «bisogna ambire a portare nelle istituzioni gente normale, onesta e che sa di non sapere, perché i cialtroni tuttologi ci hanno rovinati. Su questi territorio abbiamo votato tutti e tutto come l’immancabile sindaco medico o il sindacalista, che danno ai cittadini risposte incomprensibili perché non vogliono che entrino nei fatti del Comune. E l’esempio l’abbiamo visto da questo sindaco che probabilmente era il più fesso d’Italia perché oggi le bustarelle si fanno legalizzate. Andate a vedere quanti appalti in somma urgenza e trattativa privata dà questo Comune: quelle sono le bustarelle vere legalizzate che danno in Regione e Comune. Ma questo era un fesso, un fesso che deve pagare e che gli dovrebbero tagliare le mani per quello che ha fatto».
Federica Marchioni, infine, ha rimarcato che «noi cittadini abbiamo una grande responsabilità quando scegliamo chi ci rappresenta» ed a tal proposito ha letto una citazione del giudice Borsellino: «La "Rivoluzione" si fa nelle piazze con il popolo, ma il cambiamento si fa dentro la cabina elettorale con la matita in mano. Quella matita, più forte di qualsiasi arma, più pericolosa di una lupara, e più affilata di un coltello».


