Il disastro di Fukushima, la rivoluzione egiziana, le discariche, il confronto tra il reale e le differenti interpretazioni (e manipolazioni) in mostra al CAM di Casoria, l”arte racconta il contemporaneo.
Sempre impegnato sul fronte del contemporaneo artistico, politico e sociale, il CAM di Casoria inaugura una mostra di video arte. Artisti che raccontano quello che accade ora nel mondo. La mostra è un recipiente multimediale, un contenitore della video arte di diverse provenienze, dal Giappone al Nord Africa, che offre l’opportunità di confrontarsi con il mare di informazioni del mondo virtuale attraverso i mezzi digitali.
CAMMOVIE_Videoart Platform, a cura di Antonio Manfredi, inaugurata sabato 30 aprile e visitabile fino al 30 maggio, alla sua seconda edizione, ospita quattro sezioni e una performance: Focus Revolution, Toxic, Glances Around Dump, Magmart e l’azione artistica della Fake institution REFF.
Nella sezione FOCUS REVOLUTION l’artista egiziano Mohamed Alaa, presenta un’opera sui movimenti rivoluzionari che hanno portato alla caduta del regime e all’innescarsi dei moti nei Paesi nordafricani. Il video è una metafora, l’abbattimento di un muro che rappresenta il potere e che ora gradualmente ma con forza l’artista riesce a superare, creando una fessura, una rottura, una crepa attraverso cui poter passare, metaforicamente in una dimensione di libertà. Colonna sonora la voce di Sandro Joyeux con le canzoni e la musicalità africana. L’artista non era presente perché attualmente impegnato in performance in strada nel suo paese per stimolare le coscienze. L’arte si fa militante, di frontiera, combatte con i propri strumenti per l’affermazione della libertà.
La seconda sezione, Toxic, apre lo sguardo alla video arte orientale e sulla sua prolifica produzione, messa a confronto con i risultati attinti da internet, attraverso le immagini drammatiche del disastro nucleare in Giappone con un immediato confronto alle immagini relative alle tragiche conseguenze di Cernobyl. La catastrofe viene proposta in una chiave fortemente poetica, l’opera è metafora sull’ambivalenza umana, capace di elevazione spirituale e allo stesso tempo di superficialità e incoscienza civile, incapace di sentirsi responsabile delle conseguenze del proprio agire. La poeticità e delicatezza del video si scontrano così con la durezza delle immagini presentate e del messaggio di cui si fa portatrice. Le immagini sono accompagnate dalle sonorità elettroniche di Avant-Garde.
La sezione Glances Around Dump guarda ad un problema italiano e più strettamente locale, quello delle discariche. Il sito di Chiaiano, area verde delle colline di Napoli, area rigogliosa, è stata individuata quale sito per la discarica. L’artista Camillo Ripaldi, utilizza le immagini per mescolare e sovrapporre la città e le pareti tufacee della cava, dove verrà ricavato lo sversatoio. Così si fa coincidere la parete rocciosa alle pareti dei palazzi, delle case, creando un’identità visiva che restituisce l’identità della città: non si può scindere l’uomo dal luogo naturale che diventa dimora. Già questo concetto dovrebbe essere sufficiente per responsabilizzare alla cura dei luoghi in cui in cui viviamo, perché è quella medesima cura che riserviamo a noi stessi.
Con l’ultima sezione, il museo di Casoria conferma, per il sesto anno consecutivo, il suo partenariato con il noto festival MAGMART_video under volcano. Dopo un’attenta selezione degli oltre 450 video inviati da 45 diversi paesi del mondo, la giuria composta da Abir Boukhari (curatore | AllArtNow), Agata Chiusano (artista, docente | Università Suor Orsola Benincasa), Giuseppe De Marco (artista | Mediavox), Luca Magnoni (giornalista, esperto comunicazione e multimedia | Hydrogen Lab), Antonio Manfredi (artista, curatore | Direttore Artistico del CAM), Enrico Tomaselli (artista, curatore | Direttore Artistico del Festival), proclama i 30 video vincitori che entrano a far parte della collezione permanente del CAM e che sono visibili in occasione di CAMMOVIE.
La serata inaugurale ha ospitato la performance della Fake institution REFF, una falsa istituzione, che, nelle persone di Oriana Persico e Salvatore Iaconesi, ha aperto un quesito su il reale e i reali, le molteplici possibilità di interpretazione che portano ad una realtà aumentata. Attraverso l’ironica e provocatoria distribuzione di una droga virtuale, il REFF utilizza i QR code e i fiducial marker per cogliere l’attuale tendenza di internet e del virtuale a spostarsi dal un mondo intangibile a quello concreto.
La mostra è visitabile il martedì, mercoledì, giovedì, domenica dalle 10,00 alle 13,00 e il sabato dalle 17.00 alle 20.00. Particolarmente interessanti gli incontri culturali durante i quali il museo si apre ai visitatori con visite guidate, le prossime date il 6 e il 20 maggio ore 20.30.
Info e prenotazioni: 3930283349, www.casoriacontemporaryartmuseum.com





