Appuntamento ogni weekend con il Museo del sottosuolo di Napoli a piazza Cavour: percorso didattico – escursionistico attraverso i misteri nel ventre di Napoli, lontano dal caos della superficie.
Dalle pipe dei cavatori alle lucerne, passando per le riggiole e gli scambiatori elettrici. Testimonianze di vita e speranza, ma anche paura, rimangono impresse, graffiate nei muri tufacei anche lungo le pareti. Un viaggio affascinante, quello organizzato dall’associazione speleo-archeo-culturale "La macchina del Tempo" presieduta da Luca Cuttitta, in collaborazione con Assodipendenti e Terra Mia.
Il percorso, dopo la mostra fotografica in 3D "Earth’s open heart" (Terra a cuore aperto) parte da una cavità nata come acquedotto dell’antica Neapolis e poi adattata a ricovero. Frutto di un intenso lavoro di speleologi, l’appuntamento è un modo originale per ammirare non solo le capacità tecniche impiegate nella realizzazione delle prime cavità di tufo, ma altresì per vivere alcuni dei momenti salienti di una Napoli assediata dai bombardamenti della seconda guerra mondiale: numerose sono infatti le cisterne che hanno salvato vite e che furono allestite a cavallo degli anni 40 per accogliere la popolazione. Fu così che la vita del popolo partenopeo di quegli anni, del cui pulsare oggi restano tracce stratificate nel sottosuolo, si trasferì dalla luce e dal caos della superficie, all’ombra e al riparo del sottosuolo.
Il museo, in particolare, è situato nel cuore antico di Napoli a piazza Cavour ed è facilmente raggiungibile; l’appuntamento è per ogni sabato e domenica alle 10 all’uscita della metropolitana di piazza Cavour linea 2, per info e prenotazioni Assodipendenti – tel: 0816140920.
(Fonte foto: Rete Internet)

