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M’oggi, ieri e domani

Quanti bei rigori alla Juvenutus. Se almeno fossero veri!

Non facciamoci illusioni. Il Napoli anche contro la forte Fiorentina ha dimostrato di essere una squadra attrezzata e cinica, che addirittura segna due goal su palle inattive, anziché subirli, come negli scorsi anni; ma la Juve appare inarrestabile.

Tre rigori e tre espulsioni nelle prime tre partite ufficiali della stagione rappresentano un vero record. E se la moviola ha dimostrato che non ce n’era neppure uno dei rigori e che neppure una delle tre espulsioni appare giustificata, la prova di forza e la manifesta superiorità della vecchia Signora fa ancora più paura. Nel Palazzo qualcuno sbeffeggia Palazzi (deferito da Agricola per doping), nonché "Pappa e Ciccia", che han provato invano a far squalificare alcuni martiri bianconeri, o quantomeno l’allenatore, che in tribuna chatta indisturbato con Pogba e telefona tranquillamente ai suoi collaboratori. Tra questi, qualcuno maligna che ci sia addirittura Rizzoli, che ha concesso due rigori in due partite, nella qualità di arbitro aggiuntivo. Rigori che manco Mazzoleni e Valeri avevano visto. Ma il vecchio Boskov diceva: «rigore è quando Rizzoli fischia».

Il mercato ha consegnato al campionato squadre non meno mediocri di quelle dello scorso anno. Tra le favorite per il campionato parallelo, il Napoli appare più squadra rispetto allo scorso anno, l’Inter ha completato il centrocampo grazie al cadeau dello stesso Napoli, il Milan è fuori e la Roma di Zeman farà divertire i tifosi. Ma non sempre quelli della Roma. La Juve, grazie al nuovo sponsor Alitalia, ha bloccato i tropp player di mezzo mondo negli aeroporti di mezza Europa. E alla fine, dopo il pacco ricevuto da Mister cinque presenze nell’ultimo campionato, che aveva provato a strappare alla Fiorentina, ha sottratto tal Bendtner al Siena. Il lungagnone norvegese si è presentato ieri in panchina con una scritta sulla maglia in linea con il nuovo stile Juve: "Cavani sul campo".

Per il fuoriclasse uruguaiano, Marotta ha fatto proposte folli a De Laurentiis, arrivando a proporre la comproprietà di Giandonato, lo zio di Pirlo, il parrucchiere di Conte, un paio di jeans di Carrera e l’I-Pad di Pogba, utilissimo in caso di eventuali squalifiche di Mazzarri. Lo stile della Juve è cambiato. Sintomatico è l’avvicendamento tra i portieri di riserva: ceduto Leali, che secondo Elkann, "non si era ambientato", è stato acquistato Rubinho, che a parere di Marotta "è più funzionale al progetto". De Laurentiis, dopo il rigore concesso alla Juve a Udine, con allegata espulsione del portiere al quattordicesimo minuto del primo tempo, ha rubato un ciclomotore di un giornalista a Castelvolturno ed è corso alla MIDA sport di Arzano a comprarsi un paio di trofei.

L’unico a crederci ancora è l’irrealista Cavani, che con secchiello e paletta costruisce castelli di sabbia al San Paolo, invocando lo spirito di Renato Portaluppi, funambolico campione di beach soccer. Il più obiettivo Pandev, dopo aver constatato che ad essere espulso per mandamento affanbip dei direttori di gara (veri o presunti) erano solo quelli che parlano la lingua macedone (e non anche, ad esempio, Lichtsteiner, Bonucci e Matri), approfittando del secondo turno di riposo concessogli dal signor Stefani, insieme a Zuniga cerca di arrotondare lo stipendio fittando ombrelloni e lettini sull&#8217ex manto erboso del San Paolo.

Anche Hamsik nel primo tempo sembra scoraggiato e il suo pensiero divaga. Pensa a Gargano che con la playstation vince lo scudetto con l’Inter, pensa a Tagliavento che fa ripetere solo i rigori segnati contro la Juve, pensa a Cetto del Palermo, e si chiede se sia parente di Cetto Laqualunque. Ma ecco che Insigne, posiziona il pallone su un secchiello, mette al centro un pallone invitante sul quale saltano Hamsik e Borja Valero, due chiari esempi della ingiusta sperequazione di capelli nel mondo. La cresta di Hamsik indirizza il pallone sulla pelata di Borja Valero, per anni inseguito dal Napoli e che si rivela un acquisto con un ottimo rapporto tra prezzo e rendimento.

Sugli spalti e sul bagnasciuga i tifosi del Napoli esultano. Il brasiliano Uvini accenna un balletto intorno all’ombrellone, imitando un suo vecchio connazionale. La Fiorentina, fino a quel momento aveva giocato meglio del Napoli, con un centrocampo di grande qualità, i cui componenti erano stati quasi tutti inseguiti dal Napoli, che invece ha dimostrato di credere in Donadel, preso proprio all’outlet viola. Ma ecco che avviene qualcosa di imponderabile, qualcosa che manco i più ottimisti tifosi azzurri avrebbero pensato. C’è un calcio d’angolo a favore del Napoli. Ai tifosi azzurri non sembra vero di non vedere più Gargano sulla bandierina. Mio padre si commuove nel vedere un giocatore diverso dall’uruguaiano tascabile che batte i calci d’angolo.

L’altezza del nuovo specialista è più o meno la stessa, ma la Statura no. Il piede di Lorenzo Insigne è altra cosa. La prova è il secondo goal del Napoli su palla inattiva. L’ultima volta era successo ai tempi di Maradona e Bertoni, o forse quando c’erano Dirceu e Palanca. Il missile terra-sabbia di Dzemaili, che raccoglie da fuori area il corner di Lorenzinho, strappa ai tifosi partenopei più lacrime della trasmissione della De Filippi nella quale si incontrarono Bin Laden e Condoleeza Rice. A pochi minuti dalla fine segna anche Jovetic, che in molti avrebbero voluto comprare con la clausola rescissoria di Lavezzi e con le cambiali girate da Moratti per Gargano. Ma molti tifosi hanno già smontato ombrelloni e sdraio e sono andati via, per evitare di rimanere bloccati nel traffico.

Il Napoli, dopo Palermo, vince anche la sfida con la Fiorentina, che sarà senz’altro la sorpresa del campionato. Nonostante Toni. Ma la sfida, quella importante, appare quasi proibitiva. Marotta, infatti, pensa già al mercato di gennaio e proprio ieri ha bloccato il passaggio di Aristoteles dalla Longobarda al Borgorosso Football club, facendolo rapire alla fermata della metro di Copacabana. Se nello scontro al vertice il manto sabbioso del San Paolo sarà ancora questo, sarà dura contro il nuovo tropp player brasiliano, che pare abbia già scelto la scritta sulla maglia: "Garrincha sul campo".

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