Alla presenza del Presidente Napolitano, organizzato dalla Banca d”Italia, è stato celebrato la settimana scorsa un Convegno sul Mezzogiorno, durante il quale Mario Draghi ha rilanciato prepotentemente la “questione meridionale…
Il Sud soffre di un allarmante divario nel settore dei servizi: ha rilevato, aprendo i lavori del convegno sul Mezzogiorno ed Economia italiana, il governatore della Banca d’Italia.
“Il divario tra sud e centro-nord nei servizi essenziali per i cittadini e le imprese rimane ampio. Le analisi che presentiamo oggi rivelano scarti allarmanti di qualità fra centro-nord e Mezzogiorno nell’istruzione, nella giustizia civile, nella sanità, negli asili, nell’assistenza sociale, nel trasporto locale, nella gestione dei rifiuti, nella distribuzione idrica. In più casi – emblematico è quello della sanità – il divario deriva chiaramente dalla minore efficienza del servizio reso, non da una carenza di spesa. Svolgere un’attività produttiva in Italia è spesso più difficile che altrove, anche per la minore efficacia della pubblica amministrazione; nel Mezzogiorno queste si accentuano”.
Sull’economia del Mezzogiorno, ha continuato Draghi “grava il peso della criminalità organizzata” che “infiltra le pubbliche amministrazioni, inquina la fiducia tra i cittadini, ostacola il funzionamento del libero mercato concorrenziale, accresce i costi della vita economica e civile”.
Draghi ha proseguito poi affermando che “alla radice dei problemi del sud stanno la carenza di fiducia tra cittadini e tra cittadini e istituzioni, la scarsa attenzione prestata al rispetto delle norme, l’insufficiente controllo esercitato dagli elettori nei confronti degli amministratori eletti, il debole spirito di cooperazione: è carente quello che viene definito “capitale sociale”. Questi elementi richiedono una maggiore attenzione da parte di economisti e statistici”.
Informazioni accurate su questi fenomeni e la loro evoluzione “sono essenziali per valutare quali innovazioni, anche istituzionali, siano in grado di modificare lo stato delle cose”.
Quali le possibili soluzioni? Draghi ha affermato che “occorre investire in applicazione, piuttosto che in sussidi. Tradurre questa impostazione in atti concreti di governo non è facile. Si deve puntare a migliorare la qualità dei servizi forniti da ciascuna scuola, da ciascun ospedale e tribunale, da ciascun ente amministrativo o di produzione di servizi di trasporto o di gestione di rifiuti”.
Perchè “i sussidi alle imprese sono stati generalmente ‘inefficaci’, si incentivano spesso investimenti che sarebbero stati effettuati comunque, si introducono distorsioni di varia natura penalizzando frequentemente imprenditori più capaci. Non è pertanto dai sussidi che può venire uno sviluppo durevole delle attività produttive”.
Anche la Chiesa si è spesso espressa sulla realtà meridionale, a cominciare da una dichiarazione di alcuni vescovi nel 1948, seguita poi da un altro documento, molto profetico, del 1989.
A febbraio prossimo uscirà un altro pronunciamento dell”intero episcopato italiano sul Sud, sul quale avremo modo di riflettere.
A me pare che il problema del meridione, più che essere semplicemente economico o solo sociale, è innanzitutto culturale e morale.
Noi meridionali dobbiamo convincerci che il nostro destino e il nostro futuro è nelle nostre mani, ma insieme a tutto il resto dell”Italia.
Dobbiamo insieme muoverci verso una autonoma responsabilità che cerca e valorizza appieno le risorse del territorio, che sono immense. Penso soprattutto all”agricoltura e al turismo.
È possibile, insieme, “alzare la testa”, vincere il fatalismo, il vittimismo, la rassegnazione.
Dobbiamo smetterla di pensare o cercare sempre un “salvatore” esterno, che venga da fuori a risolverci i problemi.
Questa terra ci appartiene, ne siamo i custodi. Dobbiamo tutti diventare i protagonisti del nostro vero sviluppo. Ne va della nostra dignità.
La chiesa, come sempre, è pronta a dare il suo contributo per “risvegliare le coscienze” e aiutare la nostra gente ad “indignarsi”, e a lottare contro le ingiustizie e le “strutture di peccato” meridionali.
(Fonte foto: Rete Internet)

