Le lotte ambientali sembra che abbiano ottenuto un altro risultato. Ma, dei tanti soldi stanziati dalla Regione per le bonifiche, pare che la maggior parte vada destinata agli studi di determinazione dei valori di fondo e non alle emergenze effettive.
Secondo l’accordo di programma tra il Ministero dell’Ambiente e la Regione Campania saranno stanziati 5.712.727 € per la realizzazione degli interventi di verifica, messa in sicurezza di emergenza, caratterizzazione e bonifica delle aree ricadenti nell’ex Sito di Interesse Nazionale definito Litorale Vesuviano. Il SIN in questione risulta essere ex perchè declassato a Sito di Interesse Regionale. La denominazione Litorale Vesuviano ingloba la fascia costiera che da San Giorgio a Cremano va a Castellammare di Stabia ma tale provvedimento riguarderà soprattutto i comuni di Ercolano e Terzigno.
Più nello specifico saranno finalizzati, al fine di accertarne le effettive condizioni di inquinamento, gli studi per la determinazione dei valori di fondo dei suoli e delle acque di falda per la fascia litoranea Torre Annunziata-Castellammare e in particolar modo per le discariche di Terzigno ed Ercolano. Sempre per le stesse zone ci sarà la redazione dei piani di indagini preliminari dei suoli e delle acque di falda; l’attuazione di tali piani; la redazione dei piani di caratterizzazione dei suoli e delle acque di falda e la loro attuazione e infine la progettazione e la realizzazione degli interventi di messa in sicurezza e bonifica da realizzare secondo le priorità stabilite dalla Regione Campania ed eventualmente in accordo con ARPAC, ASL e ISS.
Questo quanto stabilito dall’accordo e da schema di accordo approvato dalla stessa Regione in data 15/10/2014. Ma, come al solito, un dubbio ci assale e, da confronti diretti con le parti in causa, al momento non ci è dato capire il perchè esista una tanto soverchiante disparità tra gli stanziamenti apprestati per gli studi, in linea di massima pur sempre necessari, e l’attuazione delle cosiddette bonifiche e della messa in sicurezza delle emergenza più eclatanti e pericolose sul territorio vesuviano. Tutto ciò risulta ancora più strano nel momento in cui si viene a sapere che esistono già studi sullo stato dell’arte ed effettuati dalla stessa ARPAC, nel 2006 e nel 2010, oltre che uno studio sui terreni vesuviani portato a termine dall’Università di Agraria e altri enti.
Stupisce quindi il 1.220.000 € per lo studio dei valori di fondo ovvero le caratteristiche statistiche della concentrazione di sostanze nei suoli risultante dai processi naturali e senza interferenze antropiche e, visto che buona parte degli interventi saranno affidati all’ARPAC, non vorremmo, come qualcuno mormora, che questi finanziamenti non siano che una scusa per finanziare L’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale e fornire, in prossimità della scadenza elettorale regionale, un valido supporto per fare propaganda.

