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L’invito della camorra: “Comprate i botti, co noi brinderemo alla faccia vostra!”

Proviamo a capire perchè non dobbiamo acquistare botti illegali, partendo da dati impressionati su danni fisici arrivando ad una triste riflessione: troppo spesso la camorra ingrassa grazie a noi.

L’espressione virgolettata nel titolo è esattamente ciò che dicono gli esponenti dei clan in questo periodo dell’anno. A parlare chiaro sono i dati. Come spesso accade, molte inutili carneficine con perdite umane ed economiche sono create proprio da coloro che vorrebbero vivere in serenità: noi stessi.

Il business economico prodotto dal commercio dei botti illegali di capodanno è un affare evitabile grazie all’attenzione di ognuno di noi. L’Associazione Italiana Difesa Animali Ambiente ha calcolato che nel periodo tra il 2008 e il 2011 per colpa dei botti sono morte sette persone, 1.653 sono rimaste ferite, tra questi 333 bambini, e sono 580 le persone che hanno subito amputazioni permanenti. Non vanno dimenticati gli animali. Negli ultimi capodanni sono stati circa 8.000 gli animali uccisi direttamente o indirettamente dai botti di capodanno, mentre gli animali vaganti, scappati proprio a causa dei fuochi di fine anno, hanno causato oltre settantacinque incidenti stradali con feriti.

Qui bisogna prendere una decisione ponendoci una domanda: per quanti anni ancora vogliamo lamentarci dicendo che la società fa schifo? Non è forse arrivato il momento di capire che la società la creiamo proprio noi? Soltanto una cosa a quanto pare è sicura, una notte di festa non può essere una notte di mutilazioni. Dobbiamo divertirci, brindare, dobbiamo gridare dando il benvenuto al nuovo anno. Dobbiamo ridere e ballare, ma non possiamo fare più finta che nessuno ci ha avvertito dei danni dei botti. Sono 1.011 i comuni che hanno emesso ordinanze a svantaggio dei botti, ma nessuna ordinanza può fare effetto sulla disinformazione. Se nella nostra mente non scatta il concetto secondo cui capodanno deve essere divertimento e non tragedia, i dati sopraelencati saranno destinati a una maggiore crescita numerica.

Per quanto riguarda noi campani, oltre alla salute, c’è da evidenziare un altro danno causato dagli spari: a esplodere non sono solo un numero imbarazzante di mani ma anche le tasche della camorra. Secondo alcuni dati è valutabile oltre 25 milioni di euro il giro d’affari della criminalità organizzata che, su bancarelle e in sottoscali, vende questi fuochi non a norma, talvolta anche prodotti da personale che non ha la giusta conoscenza tecnica per preparare tali dispositivi. I fuochi d’artificio inoltre, sono da sempre il tripudio del simbolismo camorristico, che attraverso esplosioni di luci e boati terrificanti tende a esaltare le “qualità eroiche” degli appartenenti al sistema. D’altronde, non dimentichiamoci, che siamo sempre la città in cui la notte di fine anno viene festeggiata, spesso e volentieri, da spari di pistole in aria, esplosi da boss che possono così sfoggiare il proprio ego di grandi uomini e di indiscussi controllori del territorio.

Inizia a essere abbastanza ridicolo che nel 2013 la gente compri botti per far arricchire la rete di produzione e distribuzione della camorra, così com’è ridicola l’esistenza di soggetti che, per sentirsi uomini, devono sparare con pistole in aria, ferendo spesso a morte chi magari vuole solo ringraziare Iddio per un anno in più passato in vita. “Ci appelliamo a tutti i Sindaci della Campania ed in particolare del napoletano – hanno così dichiarato il commissario regionale dei Verdi Ecologisti Francesco Emilio Borrelli ed il garante campano del Sole che Ride Carmine Attanasio – affinché emanino una ordinanza contro i botti come è già stato fatto nei giorni scorsi a Milano, Bari o Bologna. Quest’anno avremmo una significativa riduzione dei morti e feriti non solo tra gli uomini ma anche tra gli animali. Non capiamo perchè nonostante il fatto che la Campania sia da tempo ogni capodanno la prima regione italiana in negativo per l’ uso dissennato dei botti nessun comune li abbia vietati totalmente. Eppure il 75% del mercato dei fuochi è in mano alla camorra e spesso vengono usati anche per segnalare l’ arrivo di una partita di droga su un territorio o la liberazione di un boss o un affiliato”.

Osservazione più che giusta che è proseguita con l’invito al divieto di vendita, in forma ambulante, a partire dall’emissione dell’ordinanza e fino a tutto il primo giorno del 2013, di ogni tipo di fuochi d’artificio. Come ogni anno le forze dell’ordine in questo periodo lavorano facendo sequestri e multe, ma questo tipo di intereventi non basta. Forse, c’è ancora un’altra domanda da porsi: ma per sentirci vivi e pieni di adrenalina in un giorno di festa dobbiamo per forza essere così poco intelligenti da far arricchire chi uccide i nostri ragazzi? Ciò che deve essere spappolata è l’abitudine mentale, è il vizio, prettamente campano, di dispiacerci e di chiedere a gran voce una Napoli migliore, sempre e solo dopo aver pianto per lo spappolamento di mani di bambini.

I botti di capodanno non vanno acquistati perché un nuovo anno parte da una nuova dignità, da un nuovo atteggiamento mentale. Il guaio è che coloro che sparano petardi e bombe di carta dopo la mezzanotte, sono le stesse che il mattino seguente sentono al Tg “sono centinaia i feriti di stanotte…” e con sommessa faccia disgustata dicono “che schifo di città”. Il guaio è che coloro che acquistano i botti sulle bancarelle sono gli stessi che gridano “basta con la camorra!” . Il guaio è che coloro che acquistano e sparano tappandosi le orecchie, sono gli stessi che la mattina dopo notano il cane stroncato da arresto cardiaco per strada, sotto casa, e passando bisbigliano tristi “Povera bestia!”.

Insomma, attenzione al frastuono di questi giorni di festa, poiché si può rischiare di equivocare: la vera bestia non è il povero cane, ma il tizio che ha bisogno del botto pesante per sentirsi uomo.

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