Intervista all’attore e regista Emiliano Petruzzi, uno dei volti più interessanti della nuova comicità partenopea
Ha le idee chiare sulla nostra epoca, il nostro tempo, sui giovani e sulla necessità di utilizzare la comicità come arma per liberare il pensiero, costretto ogni giorno entro vincoli di ogni tipo. Protagonista di questa intervista speciale è Emiliano Petruzzi, artista brillante la cui voce parte da Napoli per arrivare molto lontano. Attore comico e drammatico, autore e regista teatrale, imprenditore di sé stesso, Emiliano è l’esempio tipico di chi lotta giorno dopo giorno per conquistare il proprio posto nel mondo dello spettacolo e non solo.
Emiliano, la tua comicità attinge spunti ed argomenti dall’attualità, come ti poni rispetto alla tua generazione, ai tuoi coetanei?
"La mia generazione sa ciò che vuole, ha modelli socio-culturali ed uno stile di vita forse migliore di quello offerto alle passate generazioni, tutto ciò è di buon auspicio per il futuro; ciò nonostante, nei confronti dei più giovani mi pongo col beneficio del dubbio, come comico ho il compito di ironizzare su ciò che li circonda evitando, però, di apparire come un moderno filosofo, anche se credo che comicità e filosofia il più delle volte vadano di pari passo…"
Divertimento, dunque, ma anche riflessione sul mondo moderno…
"Sì, perché sono fortemente convinto che la comicità sia una potente forma di comunicazione e i comici gli ultimi baluardi del libero pensiero portato in scena senza limiti né costrizioni di alcun genere. Ironizzare sull’operato della chiesa, della magistratura, delle classi politiche e industriali, dell’uomo e della donna, è quanto di piu creativo sia dato immaginare. Non bisogna mai prendersi troppo sul serio, una regola che vale sia per il comico che per lo spettatore."
Le tue radici sono campane, quali sono i modelli di riferimento, gli artisti che ti hanno ispirato di più?
"Nessuno in particolare, nella comicità non conta quanto ti ispirano gli altri artisti ma la tua ispirazione interiore, i modelli di riferimento possono, talvolta, contaminare il tuo modo di comunicare e fare arte. Ovvio, però che tra i comici partenopei ho delle preferenze: Massimo Troisi, come ultimo vero esponente della comicità partenopea, e, naturalmente Totò."
Ci sono, invece, artisti internazionali che ti interessano?
"Beh, sì, qui avrei molto di cui parlare dal momento che adoro la comicita anglo-americana e ho speso molto tempo nello studio dei tempi comici, degli stili e degli argomenti di alcuni grandi artisti. Tra questi citerei George Carlin, Bill Hicks, Steven Wright, Richard Pryor, Bill Cosby, Eddie Izzard, Doug Stanhope, Sarah Silverman, Cris Rock, la lista è lunga, mi fermerei qui! C’è un mondo vastissimo fuori dal nostro paese, è importante non sofermarsi esclusivamente sulla comicità italiana."
La tua formazione è molto vasta, non solo comicità e divertimento ma molto di più…
"Sì, in passato ho fatto prosa e tanto teatro drammatico, al quale spero di tornare a breve, negli ultimi due anni, invece, ho preso parte a ben sette opere liriche come mimo figurante. L’universo lirico mi affascina molto ed è l’occasione giusta per entrare in contatto con artisti di fama internazionalee e registi come Amelio, Ozpeteck, Ronconi, Proietti, solo per citarne alcuni, che ti insegnano la professionalità, l’umiltà e la dedizione per questo lavoro. Infine, nella mia vita artistica c’è stata, e c’è ancora, tanta scrittura, tanto lavoro al pc, nel mio tempo libero mi dedico costantemente alla composizione di sceneggiature e format."
Hai calcato diversi palcoscenici di fama nazionale, qual è la tua opinione sullo stato della comicità in Italia?
"Non ho una buona opinione del panorama comico nel nostro paese, i più si avvicinano a questa forma d’arte per poi perdersi negli schermi televisivi, personaggi e caratteristi i cui contenuti si riducono a tormentoni famosi, giochi di parole e calembour, senza considerare la perdita dei tempi comici che si logorano a favore di quelli televisivi, totalmente diversi e lontani da quelli del cabaret. Da questo marasma televisivo salvo giusto i cosidetti mestieranti, ovvero quei comici che fanno questo mestiere da oltre 20 anni e che hanno alle loro spalle una gavetta fatta lontano dalla ribalta televisiva; assistere ai loro spettacoli è sempre certezza di vero divertimento."
Parliamo del Civico 118, un nuovo progetto da te ideato che ti vede in giro per il paese… Cosa ti aspetti?
"Civico 118 Comic Production e un progetto innovativo il cui staff è composto da liberi professionisti del comparto artistico, audio e video che collaborano in base alle necessità, nasce, quindi, come piccola impresa ed in questa prima fase mi aspetto quantomeno che resista!"
L’inizio del 2013 è stato molto fortunato per te, hai ricevuto numerosi riconoscimenti…
"Sì, nel mese di febbraio sono stato vincitore a Faenza del Premio Alberto Sordi nella straordinaria location del Teatro Masini, subito dopo ho partecipato alla ventesima edizione di BRAVOGRAZIE all’Auditorium Massimo di Roma, gremito in ogni ordine di posto, due meravigliose esperienze che porterò sempre nella memoria e nel mio bagaglio artistico."
Parliamo dei tuoi ultimi lavori teatrali
"Il mio ultimo lavoro teatrale gira l’Italia dal 2012, si intitola Io…Testardo Io! Ed è il frutto dei miei primi anni di cabaret, di laboratori ed esperienze teatrali passate, insomma, un excursus delle mie vicissitudini in chiave comica in cui non mancano spunti di riflessione. Il finale è di quelli che non ti aspetti, è uno spettacolo che mi sta molto a cuore…"
Progetti futuri, invece? Facciamo qualche anticipazione…
"La promozione del mio nuovo spettacolo, naturalmente, a partire da settembre, più una sitcom, scritta ed ideata da me con un cast di attori da me selezionati, un progetto innovativo che sperimenta nuove forme di comunicazione comica. Sempre a settembre, infine, partirà un nuovo progetto web, sempre da me ideato e scritto, itinerante. Gireremo il paese a suon di battute dissacranti ed irriverenti. In tutti i progetti, insomma, ci sarà da ridere e da riflettere ma, per il momento, non aggiungiamo altro…"




