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martedì, Novembre 30, 2021

La salute delle donne è ancora un diritto?

In un incontro a Napoli le donne del centrosinistra fanno il punto sulla sanità al femminile e sullo stato di salute dei consultori.

“La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”, così recita l’articolo 32 della Costituzione Italiana, e questa è la legittima aspettativa dei cittadini. Sennonché ci si dibatte tra gestioni politiche improvvide o inadempienti, sprechi, inefficienze ed ora crisi, spending review e tagli. Tanti tagli. E finisce che a pagare il prezzo più alto siano i più deboli, i meno protetti. Tra questi certamente le donne, che con fatica alla fine degli anni 70 avevano conquistato uno spazio tutto per sé, l’inizio del riconoscimento della necessità di una medicina di genere, che hanno continuato a lottare per mantenere e attuare i cambiamenti e che ora rischiano di tornare indietro. Di questo, della necessità di stendere un programma condiviso di richieste, si è parlato all’incontro tenutosi mercoledì 11 luglio, a Santa Maria la Nova, dal titolo “La salute delle donne è ancora un diritto?”.

Un incontro in cui si sono confrontate le donne delle associazioni, dei sindacati e dei partiti, sulla salute di genere. Molti gli interventi al dibattito, moderato da Alessia Schisano, Forum Diritti PD di Napoli. Giuseppina Tommasielli, assessore del comune di Napoli alle politiche Giovanili e alle Pari Opportunità, in apertura, ha sottolineato che i tagli alla sanità sono stati apportati “con l’accetta” e ha puntato il dito su una delle realtà fondamentali per la salute delle donne: il consultorio. Luoghi di vicinanza, presidii indispensabili in particolare per le donne, ora rischiano di chiudere, mentre andrebbero incentivati e potenziati. Sull’argomento si è espressa anche Gerardina Speranza, ginecologa, lamentando lo svuotamento materiale e funzionale dei consultori.

Sull’importanza della prevenzione ha parlato Desireè D’Accico, responsabile Diritti Civili segreteria regionale SEL, evidenziando come spesso quando si parla di salute delle donne si riduca tutto a maternità e contraccezione, tradendo ancora una volta una visione parziale della medicina di genere, mentre il diritto alla salute potrebbe essere il volano per la promozione di tutti gli altri diritti delle donne. Degli aspetti più strettamente economici, amministrativi e politici hanno parlato la pediatra del PD Paola Vairano, che ha denunciato le difficoltà in cui versa la sanità in Campania a causa del commissariamento, riuscendo ad assicurare solo i controlli alimentari come Livello Essenziale di Assistenza. Del commissariamento e della sua logica mortale ha parlato anche la prof. Triassi della Federico II, proponendo di reclamare una quota capitale maggiore per la regione e la nomina di un assessore alla sanità che si assuma la responsabilità politica della gestione.

Altra questione fondamentale, su cui si focalizza l’intervento di Simona Ricciardelli, SNOQ, è la 194, la legge sull’interruzione di gravidanza. Un successo è stata la nomina al Secondo Policlinico di un medico che garantisse le interruzioni di gravidanza, dopo il decesso del medico che aveva assicurato per anni gli interventi. Tuttavia è indicativo della situazione il fatto che ciò che dovrebbe essere un normale avvicendamento viene considerato un successo. In questo caso, infatti, oltre ai tagli, pesa l’attacco alla legge che si sta verificando, e l’obiezione di coscienza di tanti, troppi medici. Come ricorda Caterina Pace, IdV, il diritto di obiettare finisce per sovrastare il diritto delle donne alla scelta. Il governo dovrebbe applicare dei correttivi in modo da assicurare un congruo numero di medici non obiettori perché il dovere dello Stato è di erogare salute.

Stefania Cantatore, UDI, rileva come ancora una volta i parametri della salute della donna siano costruiti sul ruolo tradizionale della donna come madre, moglie e casalinga e indica nelle leggi 194, sull’interruzione di gravidanza, e 405, sull’istituzione dei consultori, i cunei attraverso i quali è stato possibile per le donne contrattare un’altra posizione all’interno della società. Altri interventi interessanti sono stati quelli di Giordana Curati, Arcilesbica, e di Rosalba Cenerelli della CGIL, che ha parlato in rappresentanza anche della CISL e della UIL. Il dato interessante in questo incontro è che si è formato un tavolo che raccoglie rappresentati di realtà diverse del centrosinistra, determinato ad andare avanti insieme, costituendo una specie di osservatorio permanente sul diritto alla salute delle donne. L’incontro si è chiuso col contributo artistico di Maurizio De Giovanni, che ha letto, per una platea accaldata ma attenta e determinata, un racconto. 

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