Anche Napoli ha il suo castello incantato. Così almeno racconta la celebre leggenda che vuole custodito, ancora oggi, in Castel dell’Ovo, il magico uovo che Virgilio nascose a protezione della città.
Secondo un’antica leggenda un uovo di struzzo proteggerebbe, sin dalla sua costruzione, Castel dell’Ovo e, con esso, l’intera città di Napoli. Si narra, infatti, che fu Virgilio, il celebre poeta latino, a nascondere l’uovo dai poteri sovrannaturali in un luogo inaccessibile dell’antico maniero; finché quest’uovo fosse rimasto intatto né il castello né la città avrebbero conosciuto rovina.
Questa storia, da cui la roccaforte napoletana sin dal Trecento prende il nome, ha origini antichissime. Già dopo la morte del sommo poeta mantovano, sappiamo che il popolo di Napoli aveva assunto lo spirito di Virgilio come suo patrono, accanto alla ben più venerata sirena Parthenope. Nonostante la diffusione del cristianesimo, nel corso del Medioevo, la sospettata pratica di arti divinatorie (molti passi delle sue opere furono ritenuti per secoli “chiaroveggenti”) trasformò, infine, la figura del poeta, agli occhi dei napoletani, in quella di un mago e di un benevolo protettore, il cui incantesimo avrebbe custodito per sempre la città di Napoli.
La tradizione era così radicata in città che i Normanni furono costretti a profanare il sepolcro del vate e prelevare i suoi resti affinché i napoletani smettessero di porre fiducia nella protezione di Virgilio e si convincessero dell’avvenuta conquista e disfatta di Napoli. Tuttavia, a quanto si racconta, il popolo riuscì a sottrarre ai Normanni le preziose “reliquie” e a mettere al sicuro anch’esse all’interno di Castel dell’Ovo. Secondo molti la città, da quel momento, smise comunque di essere protetta dal sortilegio e le dominazioni straniere che susseguirono, dagli Svevi ai Borbone, confermerebbero tale teoria.
Pensare che Napoli sia ancora oggi difesa da un uovo dai poteri sovrannaturali è davvero assurdo, non tanto perché sia difficile credere che un uovo mantenga intatti il castello e la città, ma quanto, piuttosto, per il fatto che, da centinaia di anni, la città partenopea continua a subire torti e misfatti, oppressioni e sciagure (si ricordino le più recenti del colera o del terremoto). Anzi, a ben guardarla oggi, nessuno potrebbe sospettare che Napoli sia protetta o sia mai stata protetta da qualche incantesimo. Camorra, spazzatura, disoccupazione, per parlare solo dei mali più evidenti, affliggono, anche da troppo tempo, la città.
Che Virgilio davvero non avesse gradito il furto dei suoi resti da parte dei Normanni? Se davvero l’uovo è esistito è probabile, io penso, che sia stato mangiato da qualche scugnizzo, affamato dalla guerra, o forse sia stato razziato, come molte altre cose, dall’esercito piemontese o, ancora meglio, sia finito sulla tavola di re Vittorio Emanuele II, magari insieme alla celebre pizza che, a tutti i costi, la regina volle assaggiare.
Ciò che ora resta non è che una leggenda di un castello incantato, di un mago e di un uovo che dovrebbe preservare la città di Napoli da ogni sciagura, ma non certo il suo popolo, ancora oggi minacciato da certi partenopei, vera causa della rovina di Napoli. Forse Virgilio non pensò, a suo tempo, di proteggere Napoli dai napoletani. E pensare che, fino al XIX secolo, Stendhal la considerava semplicemente “la città più bella dell’universo”.
(Fonte foto: Rete Internet)

