Siamo stati colpiti da una segnalazione che ci ha inviato un nostro lettore: si tratta di una denuncia di un malcostume fin troppo diffuso e impunito dalle nostre parti, quello dell’appropriazione indebita di un luogo pubblico. Fotogallery
Si sa che purtroppo gli alberi non possono parlare, ma quante cose potrebbero dirci sulle nostre pochezze, sulle nostre meschinità. È infatti prassi in quel di Partenope e zone limitrofe di attuare una forma di usucapione feudale, dove tutto ciò che è limitrofo ai propri averi diventa automaticamente proprietà privata.
In genere questo avviene quando il terreno è pubblico o demaniale, più difficilmente con l’altrui proprietà. L’appropriazione non avviene però repentinamente ma a piccoli passi, con la pazienza di chi sa di averla vinta, e così con un’auto, una sedia, qualche vaso di fiori, ecco che il marciapiede diviene spazio espositivo per le mercanzie o zona di ristoro all’aperto per gli avventori di un bar, senza parlare poi del parcheggio selvaggio, che con la scusa dei due minuti si istituzionalizza la doppia fila o l’accaparramento del marciapiede, il tutto, nella più totale impunità. In altre occasioni c’è chi si ingegna a rimuovere quegli ostacoli che impediscono la realizzazione del loro ancestrale progetto, l’espansione su un territorio che si considera proprio e allora come succede e dove succede ce lo facciamo raccontare da un nostro sensibile lettore.
“… ADESSO ANCHE GLI ALBERI !
Siamo alle solite, per fare spazio a mercanzie, cartelloni pubblicitari di offerte sconti e, allo stazionamento del proprio scooter si abbattono gli alberi.
O Dio! Alberi … una parola grossa per delle esili protuberanze di verde (o rosso a volte!) che dovrebbero rappresentare il decoro ecologico e rinfrescante ed il polmone d’aria del Corso Vittorio Emanuele di Torre del Greco. Uno scempio che dura da decenni, una mancanza di attenzione al verde di questa strada dominata dai negozianti e dai vandali di strada. L’ennesimo abuso riscontrato in mattinata ai civici N. 151,153,155,157…. laddove si è segato qualche albero, si sono otturati i vani destinati alle piante per far posto a motorini o vetrine più visibili o a parcheggi più a proprio uso e consumo.
Ci si domanda quale è l’Organo preposto, facente parte di quella miriade di servizi (e/o poltrone) che il nostro Comune offre ai suoi cittadini come: Urbanistica, Opere Pubbliche, Serv. Patrimonio, Ambiente, URP (ufficio relazione con il Pubblico), che DEVE attivarsi al più presto per ripristinare lo stato dei luoghi? E ciò, prima che qualcuno col cemento e piastrelle faccia sparire anche gli altri siti dove i vecchi alberi per tanti anni avevano affondato le loro radici. Corso Vittorio Emanuele, un tempo, rappresentava il vanto per i suoi cittadini: il famoso Miglio D’Oro menzionato in tanti testi antichi, di grande valore storico-letterario dove è finito?
Il nuovo Primo Cittadino, che ha svolto studi classici, dovrebbe ricordare che gli antichi Greci, preposti ad amministrare la cosa Pubblica, dicevano testualmente: «Dobbiamo lasciare la città meglio di come l’abbiamo trovata». Salvatore”.

