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domenica, Luglio 3, 2022

L’Amministrazione Capasso: una grandinata di proclami. E qualche “prodigio”

Gli oppositori devono “ammesurars’ ‘a palla”. Con questi amministratori non è facile spuntarla. Non c’è campo in cui non cerchino di lasciare il segno: la scuola, la storia, la filosofia, il viaggio. E il calendario. Le ragioni “personali” della polemica.

Certe Amministrazioni Comunali sono la prova dell’onnipotenza del Caso

(attribuita a Karl Kraus)

“Ammesurars’ ‘a palla” significa, in fondo, una sola cosa, ma è una cosa così complicata che questa espressione, da sola, funziona come un racconto. Si parte dal gioco delle bocce: i giocatori devono commisurare la forza e la traiettoria del lancio all’intenzione di “accostare” o di “bocciare”, alla posizione delle palle e del pallino, alle condizioni della pista.

E dunque “ammesurare ‘a palla” significa anche scegliere la soluzione di gioco più conveniente tra quelle consentite dalle circostanze, ma anche dalle capacità personali. C’è chi nasce “accostatore”, e chi nasce “bocciatore”. L’uso del riflessivo cambia, un poco, le carte: “ammesurars’ ‘a palla” in napoletano pulito significa ” prendere atto dei propri limiti e non scavalcarli mai”, e nel napoletano sboccato vuol dire una cosa specifica, perchè la “palla” di cui si parla in questo caso è una palla particolare, licenziosa. “Chella nun è pe’ttè, chella è na ‘mpesa”, diceva Carosone allo scapricciatiello.

Io sto per arrendermi. La grandinata del titolo mi ha fiaccato. Alcuni membri dell’ Amministrazione Capasso si superano di ora in ora, non ti danno il tempo di riflettere e di mettere a posto le idee sull’ultima che hanno detto e fatto – il dire, in verità, prevale sul fare – aprono subito un nuovo fronte, e scrosciano orazioni e proposizioni sulle cose non solo di Ottaviano, ma del mondo. Eravamo rimasti al sig. Felice Picariello, che è un consigliere tra i più quotati, è l'”oratore” della maggioranza. L’Amministrazione Capasso non si preoccupa solo delle condizioni materiali dei cittadini, che so, del trasporto pubblico, della mobilità, dell’aria, dell’acqua, del cenone del 23 dicembre, della potatura degli alberi , ma anche delle questioni spirituali : ed è una bella cosa.

Oso sperare che si preoccupi anche di abbellire Ottaviano con serti e mazzetti di fiori: rossi, ovviamente. Preoccupato dall’insistenza con cui confesso la mia fede nella onnipotenza del Caso, il consigliere Picariello mi ha ammonito: “Sulla teoria del “caso” Le dico di più: il problema non è solo filosofico ma soprattutto fisico. Michio Kaku, uno degli scienziati della fisica più importanti al mondo, sostiene con le sue teorie che ci troviamo in un mondo fatto di regole create da una intelligenza, nulla è affidato al caso. Siamo in un piano governato da regole create e non determinate dalle possibilità universali“.

Lo slancio induce il consigliere a confondere il mondo della natura con quello della storia, a dichiarare “scaduti” dei poveri cristi che si chiamano Epicuro, Sant’ Agostino, Abelardo, Guicciardini, Hobbes, Hume, Nietzche, Wittgenstein, Husserl, a condannare come inutile l’insegnamento della Filosofia – che potrebbe essere sostituito da corsi di biliardo -, a prendere a bacchettate Umberto Veronesi, a macchiarsi perfino di blasfemia, perchè nemmeno il Dio dei cristiani potrebbe condividere l’ interpretazione che il consigliere Picariello dà delle teorie di Michio Kaku. Insomma, è un prodigio.

Ma il consigliere Piacariello va oltre. Poichè desidera che si sappia che lui, se decide di non andare in consiglio comunale, non ci va, così scrive: “Sono andato lì ( cioè, in consiglio) con le mie gambe, le mie gambe sono comandate unicamente dal mio cervello, il mio cervello non ha padroni!!”. Che si sappia . E così, per colpa di un altro slancio fuori misura il consigliere Picariello, dichiarandosi possessore di un cervello “che non ha padroni”, che niente e nessuno possono condizionare, condanna ad essere scaricati nel sito dei rifiuti “ingombranti” dei Pinco Pallino che si chiamano Platone, Gadamer, Cassirer, Betti.

Egli dimentica anche che il cervello di un consigliere comunale è condizionato quanto meno dalle promesse fatte agli elettori, promesse di programma intendo. Ovviamente. E mi pare che il programma del consigliere Picariello fosse e sia corposo. C’è una scuola sociologica che si è occupata dei “condizionamenti” specifici del cervello dei politici di ogni calibro: non mi permetto di indicare al dott. Picariello nomi di studiosi e titoli di libri. Non vorrei che si offendesse, e mi dichiarasse guerra.

La TV e il web hanno costretto la politica ad affiancare ai silenziosi “accostatori” i rumorosi “sparatori” che lanciano proclami in un contorno di bombe “a solo”, di schiamazzi, “di chiacchiere e film luce” , ornati immediatamente da corone di “mi piace”. Questi “sparatori” spesso vengono usati perchè distraggano l’attenzione del pubblico mentre gli “accostatori”, i politici che amano il silenzio, i “lor signori” che camminano sulle punte, a passettini rapidi, continuano a tessere le loro trame. Roma è ancora maestra, anche in questo. Sul Campidoglio c’era tutto quel traffico, e nessuno se n’era accorto. Ma torniamo a Ottaviano.

Il sindaco Capasso da qualche tempo si interessa di scuole. Avrebbe scritto in una lettera – indirizzata a chi?- che “l’offerta formativa del Liceo Torricelli” di Somma è “insufficiente”. Regalo un disegno a penna di Antonio Asturi a chi mi procura il testo integrale della missiva: credo che sia roba da collezione. Stava per scatenarsi una guerra: per fortuna, il prof. D’ Agostino, dirigente del “Torricelli”, è uomo di scienza e di saggezza, e perciò non ha soffiato sul fuoco. Il sindaco Capasso ha cercato di spiegare (ilmediano.it, 4/12) cosa intendeva dire e proporre, ma non ha smentito di aver giudicato “insufficiente” “l’offerta formativa” del Liceo sommese.

Avevo promesso di dedicare più tempo al consigliere Picariello, ma ora la scena è tutta occupata dal sindaco: la sua spiegazione è così complessa che consumerò l’intera serata nel tentativo di coglierne il senso. Sperando che intanto i consiglieri comunali restino in silenzio, almeno per una decina di ore, e non mettano altra carne sul fuoco.
Voglio essere chiaro. La mia polemica non è politica, e non sa di pulpito. Non sopporto le prediche, da sempre mi danno fastidio i moralisti, la politica non mi dice più nulla. Non mi chiedo più quale sarà il destino di Ottaviano.

Lo dissi e lo ripeto. La mia è una polemica personale e privata contro quei politici che agiscono e parlano e straparlano come se io, cittadino di Ottaviano e di questa Repubblica, fossi stupido, cieco e sordo. O vile.

(Foto: Ottaviano negli anni ’60)

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