La preziosa testimonianza di Don Aniello Tortora, che ha partecipato alla veglia presso Boscoreale, insieme alla popolazione che contrasta l”apertura di una seconda discarica. “La protesta è sacrosanta”.
Ho partecipato, insieme a tantissimi, alla Veglia di preghiera di solidarietà alle popolazioni di Boscoreale e di Terzigno, in lotta per non far aprire una seconda discarica (la megadiscarica di Cava Vitiello) al Parco Nazionale del Vesuvio.
Moltissima la gente, più di venti sindaci del vesuviano, applauditissimo l’intervento del nostro Vescovo. Così ha detto:
“Non possiamo tacere, non possiamo sentirci responsabili di scelte che penalizzano noi e i nostri figli. Diciamo un grande NO alla morte e un grande Sì alla vita, alla salute, al progresso economico, al turismo. La nostra indignazione è segno di dignità e di coraggio di sognare. Non vogliamo fare barricate, vogliamo solo che ci ascoltino. Questo territorio deve ritornare ad essere quello che Dio e i nostri padri ci hanno consegnato e che noi dobbiamo custodire per consegnarlo bello alle future generazioni. Noi non siamo un popolo di gente violenta, di gente faziosa o strumentalizzata da ideologie o dalla criminalità organizzata. Siamo gente onesta che rispetta le istituzioni e il bene comune”.
“Siamo solo stanchi di promesse e di tante parole, di tanti soldi spesi inutilmente. Vogliamo solo continuare a sperare. Dio illumini le menti e le coscienze di chi ha responsabilità nazionali e regionali”.
Parole forti, dure. Da vero pastore che ha a cuore la cura delle pecore affidategli e il territorio nel quale vivono.
Ma sulla questione voglio fare alcune considerazioni. Si sta sversando da tempo nella due discariche ai piedi del Vesuvio, destinato a Parco nazionale, una delle zone più belle del nostro territorio. Tale sversamento è stato deciso, anche contro la volontà della gente del luogo, per affrontare l’ennesima emergenza-rifiuti, frutto di mancanza di vera progettualità. Il problema, che anche attraverso interventi politici e notizie dei mass-media appariva essere definitivamente risolto, purtroppo non solo si ripresenta insoluto, ma addirittura aggravato, anche perché l’inceneritore di Acerra non funziona a pieno regime.
Nelle due discariche vengono sversati rifiuti senza alcun controllo: altamente tossici, speciali, indifferenziati, il famoso “tal quale”. Giustamente la popolazione, cosciente di quanto sta accadendo, è angosciata per il forte inquinamento del suolo, dell’aria, delle falde acquifere, che
incide negativamente sulla salute di tutti e particolarmente delle fasce più deboli.
Bisogna, inoltre, tenere presente anche l’aspetto socio-economico: in una zona dove il tasso di disoccupazione è altamente elevato e dove i giovani sono costretti ad emigrare per mancanza di lavoro, non si può accettare un’ulteriore mortificazione o una morte sociale lenta, a causa dei veleni che stanno uccidendo la più importante risorsa del territorio: l’agricoltura e i prodotti tipici, conosciuti in tutto il mondo.
La protesta è sacrosanta e non è nel modo più assoluto influenzata o originata da presenza camorristica. Dire che dietro la protesta c’è la camorra è solo creare un alibi per nascondere le carenze o le inadempienze delle Istituzioni.
Da anni la Chiesa di Nola, denuncia questo stato di cose, inascoltata. È la raccolta differenziata e l’educazione alla sobrietà la strada maestra che tutti dobbiamo percorrere per arrivare ad una soluzione del problema in Campania. La Chiesa farà sempre la sua parte, per assicurare ai figli di questa bellissima terra, giustizia, pace, custodia del creato. La manifestazione di mercoledì sera a Boscoreale è stata bellissima, per partecipazione e per i contenuti.
Solo, a mio avviso, una nota stonata: alla conclusione della veglia il sindaco di Boscoreale, ringraziando tutti, ha comunicato che aveva appena ricevuto una telefonata dal sindaco di Terzigno, il quale gli aveva detto che, avendo parlato con Berlusconi a Roma, il premier si era impegnato a non far riaprire la seconda discarica. Addirittura sarebbe venuto lui in persona, a dare la notizia ufficiale a Terzigno, nel giro di cinque o sei giorni. A me questo annuncio è sembrato, come a tanti, uno spot da campagna elettorale, che in Italia continua sempre, anche dopo le elezioni. Agli amministratori locali, e quindi anche al sindaco di Terzigno, chiedo di interrogare seriamente la propria coscienza.
Avrà qualche responsabilità anche lui, per aver permesso di aprire una discarica nel cuore del Parco nazionale del Vesuvio, come ha affermato il Ministro La Russa nel collegamento da Terzigno durante la trasmissione Annozero? Forse, per fare un favore alla sua parte politica, o, chissà! Ma, comunque, svendendo un territorio, per incassare la “quota ristoro”(miliardi di euro!) per il disturbo, e, come hanno fatto altri primi cittadini prima di lui, utilizzarlo, poi, come serbatoio di consenso elettorale?
In questa vicenda, come per quelle passate, ci sono delle verità che dobbiamo avere il coraggio di denunciare. È soprattutto questo il compito della chiesa.
(Fonte foto: Repubblica.it)

