Ieri attività regolari nell’ipermercato di Afragola dopo lo sciopero bianco di domenica. Giovedì il confronto azienda sindacati.
Ieri le attività dell’Ipercoop di Afragola sono riprese regolarmente dopo la serrata di domenica scorsa, dovuta allo sciopero bianco del personale, che non ha garantito la sua presenza nella giornata di straordinario domenicale non obbligatorio.
La situazione però resta tesa. Dopodomani ci sarà il secondo esame congiunto tra l’azienda, la toscana Unicoop Tirreno, e i sindacati confederali. All’ordine del giorno c’è la procedura di licenziamento per 225 dei 226 addetti (ne è escluso il solo direttore) dell’ipermercato aperto nel 1999 dopo un lungo braccio di ferro con il potere comunale dell’epoca, che pretendeva posti di lavoro clientelari in cambio del rilascio dell’autorizzazione ad aprire. Una battaglia che vide protagonisti gli stessi dipendenti dell’impianto di località Marchesa, uniti contro chi teneva in scacco l’importante progetto produttivo.
Questa prima, emblematica vertenza si concluse con un procedimento giudiziario a carico dei politici, messi sotto accusa grazie a una registrazione nascosta fatta da un dirigente della coop Toscana Lazio, e con il contestuale commissariamento antimafia del comune. Ora però si profila una nuova battaglia, probabilmente più difficile, quella contro la crisi che sta affamando le famiglie dell’hinterland napoletano e che sta mettendo in ginocchio le attività commerciali. I debiti di Ipercoop Tirreno sono ingenti e la scure dei tagli chiede il sacrificio del primo ipermercato della Coop in provincia di Napoli, quello, appunto, di Afragola, che dal prossimo 8 agosto, data di scadenza della procedura di mobilità, potrebbe chiudere per sempre i battenti.
In questa fase l’unico spiraglio è stato costituito dall’annuncio, diramato a maggio dalla stessa Unicoop, di una trattativa con le cooperative emiliane Estense e Adriatica. L’obiettivo è di formare una società controllata equamente dalle tre coop e che sia in grado di rilanciare l’intero sistema Ipercoop campano, di cui fanno parte tre ipermercati (Quarto, Afragola e Avellino) e due supermercati (Napoli-Arenccia e Santa Maria Capua Vetere). Ammontano a 250 gli esuberi dichiarati per l’organico di Ipercoop Tirreno, attualmente composto da 662 addetti. Di queste eccedenze 225 sono state individuate ad Afragola, 18 ad Avellino, 6 a Quarto e una sola a Napoli-Arenaccia, cosa, quest’ultima, che ha fatto molto discutere.
L’Usb, l’Unione dei sindacati di base, ha infatti più volte protestato contro questa che “appare una scelta puntata evidentemente su un solo dipendente del negozio di Napoli risultato troppo scomodo sotto il profilo sindacale”. Ma l’interrogativo principale ora punta sul prossimo confronto, in programma per la tarda mattinata del 27 negli uffici della sede centrale di Afragola. Tutti i lavoratori attendono l’ufficializzazione della nuova società e, ovviamente, sul conseguente piano di salvataggio e sviluppo. Era stata però la stessa Unicoop, un mese fa, ad avvertire che l’eventuale riuscita della trattativa non necessariamente avrebbe reso immune Ipercoop Tirreno da una serie di sacrifici che, allo stato dei fatti, appaiono ormai inevitabili. Dunque, se piano di salvataggio ci sarà resteranno comunque dei tagli da gestire in qualche modo.

