Dopo l’annuncio del fallimento della trattativa di vendita degli ipermercati campani il sindacato autonomo di base del lavoro privato pone una serie di domande alla coop.
La cessione degli Ipercoop della Campania: Castrese Catone ha lasciato e l’Usb scalpita. Il sindacato autonomo di base, che sta conducendo una dura battaglia contro la decisione di Unicoop di vendere gli Ipercoop della regione, ha formulato una serie di domande al fulmicotone all’indirizzo della cooperativa toscana.
Eccone alcune. “Unicoop Tirreno considerava Catone unico interlocutore, Castrese Catone si sfila dicendo che era interessato solo alla logistica di Ipercoop e parla di altri (suoi?) soci, Unicoop rilancia sulla vendita e dichiara che comunicherà il compratore al momento opportuno… Qual’è il momento opportuno? Chi dovrebbe chiedere a Catone spiegazioni? Cosa sapevano i soci Coop, i lavoratori ed il cda di questi altri soci citati da Castrese Catone? La gestione complessiva di questa vicenda è in linea con lo spirito cooperativo? Rispetta i percorsi democratici peculiari alla forma societaria scelta da Unicoop Tirreno? ”.
Tutti interrogativi rimasti comunque senza risposta. Intanto il re della distribuzione alimentare nella regione, Catone appunto, ha comunicato il ritiro dalla più importante trattativa di acquisizione nel settore della grande distribuzione campana. La notizia è stata ufficializzata dallo stesso imprenditore casertano: il suo gruppo non è più interessato all’acquisizione degli ipermercati regionali della toscana Unicoop Tirreno. Per Catone la trattativa avviata sei mesi fa con Unicoop per rilevare i 700 addetti, le merci e i mezzi di Ipercoop Campania è fallita in un precoce nulla di fatto, culminato col brusco ritiro dal preliminare di accordo, che secondo Unicoop si sarebbe dovuto chiudere entro il 30 giugno prossimo.
“La trattativa è decaduta – conferma Castrese Catone – noi inoltre non siamo stati più interpellati. Devo però precisare – specifica l’imprenditore di Pastorano – che dovevamo acquisire la sola parte logistica di Ipercoop. Il resto l’avrebbero acquisito i soci. Ma anche i soci si sono ritirati ”. Il manager casertano parla di una cordata di soci. “ Come Catone Group – chiarisce l’imprenditore – non potevamo acquisire tutto perché già possediamo franchising Carrefour, supermercati ”. Ora però ci si chiede il motivo di questo importante dietrofront. “ E’ stata notata una certa ostilità – risponde Castrese Catone – gli addetti avevano espresso la loro contrarietà ”.
Nel mese di gennaio i lavoratori degli ipermercati di Afragola ( sede centrale ), Quarto e Avellino, e dei due supermercati di Napoli-Arenaccia e Santa Maria Capua Vetere avevano sottoscritto a stragrande maggioranza la netta contrarietà all’operazione. Tra novembre e dicembre le maestranze avevano messo in atto una serie di scioperi, serrate e blocchi stradali. Nel frattempo i legali di Catone e dei suoi soci avevano presentato un piano industriale puntato sui ridimensionamenti strutturali. A questo proposito Catone spiega così la volontà di ridurre.
“La gente non ha più nemmeno i soldi per pagarsi la benzina sufficiente a portarla nei centri commerciali – sostiene l’imprenditore casertano – ormai si risparmia anche sugli alimenti, figuriamoci sui beni considerati “futili”. Noi però abbiamo franchising che stanno andando in controtendenza, supermercati piccoli, negozi di vicinato. L’ipermercato non è una formula vincente. Con le criticità di oggi c’è poco da fare ”. Intanto si apre un nuovo scenario nella grande distribuzione cooperativistica campana, da queste parti seconda soltanto al gruppo Auchan. Ma Paolo Bertini, responsabile delle relazioni esterne di Unicoop, insiste.
“ L’unica strada resta la cessione: non ci sono alternative alla vendita ”, ribadisce il dirigente della grande cooperativa di Livorno. “Stiamo continuando a lavorare e a ragionare: è uno scenario sempre più complicato – aggiunge Bertini – allo status quo non possiamo fermarci. Una qualche soluzione la dobbiamo cercare, sempre come cessione, che però comunicheremo al momento opportuno ”. il dirigente della Unicoop sottolinea che “l’alternativa è la chiusura”. Nel frattempo corre voce che Unicoop si stia preparando a mettere molti dei 700 addetti della Campania in cassa integrazione. “ Per quanto riguarda la cassa integrazione – replica Bertini – posso dire che nel consiglio di amministrazione di Unicoop non si stanno escludendo ipotesi, iniziative ”.
Secondo quanto sostiene il responsabile di Unicoop gli Ipercoop della Campania versano in condizioni molto difficili: “ Le perdite accumulate nel 2012 ammontano a 10 milioni”. A questo punto però l’Usb Lavoro Privato chiede “ chiarezza ”ed esprime “enorme preoccupazione per la fase che sta attraversando la cooperativa, che si incrocia pericolosamente con la crisi strutturale del paese”. “L’apprensione per la salvaguardia dei livelli occupazionali e la determinazione alla conservazione degli stessi è massima – aggiunge il sindacato di base – l’avallo di queste politiche aziendali da parte di altre organizzazioni sindacali ci preoccupa e rafforza in noi la convinzione della necessità di rilancio delle mobilitazioni nel settore per rimettere al centro la difesa e la riconquista del contratto, dei diritti, del salario, della democrazia”.

