Il governo Letta mette la parola fine su una questione che agitava milioni di disabili. Ad incidere sulla pensione di invalidità, quindi, sarà il reddito individuale e non più quello familiare come si era paventato in precedenza.
Finalmente sciolte le riserve sul limite reddituale da prendere in considerazione per la pensione d’invalidità e inabilità che stava mettendo in ansia milioni di portatori di handicap. A chiarirlo, nella giornata di ieri, è stato lo stesso Consiglio dei ministri, che ha voluto ribadire, in modo netto e incontrovertibile, che il reddito del coniuge non conta ai fini pensionistici, ma va valutato soltanto il reddito dell’interessato.
Questo chiarimento, giunto dopo la confusione interpretativa che si era creata intorno alla decisione del Governo, era quasi un atto dovuto e atteso. Ricordiamo che la vicenda era nata in seguito alla circolare INPS n.149/2012 del dicembre scorso, all’interno della quale si indicava il reddito famigliare come riferimento al quale attenersi per avere o non avere diritto alla pensione di inabilità. A tutto ciò, in risposta, il mondo della disabilità aveva elevato in alto gli scudi affinché tale delibera venisse ritirata. Il Governo, però, prima di sbilanciarsi in un senso o nell’altro, preferì congelare la situazione e prendersi del tempo. Ma con l’arrivo di questa ultima dichiarazione, la vicenda sembrerebbe essersi chiusa una volta per tutte.
(Fonte foto: Rete Internet)
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